CASO FAKIR, IL SAP RIMINI: «IL CONSIGLIO COMUNALE NON È IL LUOGO PER ANTICIPARE LE SENTENZE»

REDAZIONE
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Il SAP – Sindacato Autonomo di Polizia di Rimini esprime forte sconcerto per quanto accaduto durante l’ultimo Consiglio comunale di Riccione.

Dai banchi della maggioranza sono stati esposti cartelli con la scritta: “Un disagio psichico si cura, non si fa morire. Giustizia per Fakir”.

Nessuno, tra chi presiedeva la seduta e i rappresentanti dell’amministrazione comunale, ha ritenuto opportuno intervenire o richiamare tutti alla necessaria prudenza.

I cartelli sonorimasti esposti senza alcuna contestazione.Chiedere che sia fatta piena luce sulla morte di Abderrahim Fakir è legittimo.

La sua famiglia ha il diritto di conoscere come si sono svolti i fatti.

Questo, però, non autorizza nessuno ad anticipare le conclusioni delle indagini o a indicare, anche in modo implicito, responsabilità che devono ancora essere accertate.

Le parole “non si fa morire” non rappresentano una semplice richiesta di chiarezza.

Trasmettono già un giudizio e fanno intendere che qualcuno abbia causato quella morte.

È un’affermazione grave, soprattutto se esposta all’interno di un’aula istituzionale.

Le indagini sono ancora in corso.

Sarà la magistratura, sulla base delle prove, delle testimonianze e degli accertamenti tecnici, a ricostruire quanto accaduto e a stabilire eventuali responsabilità.

Non spetta alla politica emettere sentenze preventive.

Purtroppo, qualcuno sembra avere già deciso come sono andati i fatti e chi siano i colpevoli.

Il processo mediatico e politico è iniziato prima ancora che le autorità competenti abbiano terminato il proprio lavoro.

Il personale coinvolto ha diritto alle stesse garanzie riconosciute a ogni cittadino.

Hanno diritto a non essere condannati in anticipo.

Hanno diritto a non essere esposti pubblicamente come responsabili di fatti ancora al vaglio degli inquirenti.

Ci preoccupa anche il silenzio mantenuto durante la seduta.

Da chi rappresenta le istituzioni ci saremmo aspettati equilibrio, responsabilità e rispetto per il lavoro della magistratura.

Sarebbe stato doveroso ricordare che esiste un’indagine in corso e che nessuna responsabilità può essere data per certa.

Un Consiglio comunale deve rappresentare tutti i cittadini. Non può diventare il luogo nel quale sostenere ricostruzioni non ancora confermate o alimentare accuse verso le donne e gli uomini delle forze dell’ordine.

Esprimere vicinanza alla famiglia di Fakir non può significare trasformare gli agenti in colpevoli prima di un processo.

Le due cose non sono incompatibili: si può rispettare il dolore di una famiglia e, nello stesso tempo, rispettare la presunzione di innocenza e il lavoro degli investigatori.

Il SAP ribadisce la richiesta alla politica locale di abbassare i toni e di attendere l’esito delle indagini.

Prima di giudicare bisogna conoscere come sono andati realmente i fatti.

La verità si accerta nelle sedi competenti, attraverso le prove.

Non attraverso slogan e cartelli.

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