Rimini Risponde all’Appello di Cardellini: Rinasce la Campagna ‘Una Botta d’Orgoglio’

REDAZIONE
6 Min Read

Vent’anni dopo la sua scomparsa, la Biblioteca civica Gambalunga di Rimini preserva una risorsa documentale inestimabile: la Raccolta Silvano Cardellini. Questo archivio monumentale, donato dalla moglie Anna Tonelli, conta 13.746 articoli e offre uno spaccato dettagliato di oltre quarant’anni di vita riminese, dal 10 luglio 1966 al 2006. Documenta una presenza costante nella vita pubblica cittadina, con temi che spaziano dallo sviluppo urbanistico ai conflitti politici, dalle scelte amministrative alle questioni identitarie, evidenziando il turismo e la spiaggia come fulcri economici e sociali.

Per onorare il ventennale della scomparsa di Silvano Cardellini, giornalista riminese autore del celebre pamphlet omonimo, la città lancia a luglio la campagna ‘Rimini, una botta d’orgoglio’. Trecento manifesti di media grandezza tappezzeranno i muri urbani con il messaggio che richiama lo scritto di Cardellini, un inno alla storia, alle contraddizioni e alla vitalità di Rimini. Parallelamente, sui canali social del Comune, la Biblioteca Gambalunga curerà un progetto editoriale riproponendo una selezione di 8 articoli del giornalista, un piccolo saggio della sua immensa produzione.

Il pamphlet ‘Una botta d’orgoglio’, pubblicato originariamente nel 2003 come contributo al volume ‘La mia Rimini’ (Guaraldi Editore) e ristampato in edizione autonoma nel 2004 dal Comune, è un’analisi asciutta ma arguta della lunga vicenda di Rimini. Cardellini vi tratteggia successi e sconfitte, individualismo e l’immagine esterna del ‘mito’ cittadino. L’autore sollecitava un grido liberatorio collettivo, esprimendo il suo dissenso dalla tendenza all’autocritica perpetua: ‘Tutti stanno tutti lì a litigare, soprattutto a settembre, su tutto, immaginando ogni volta che Rimini sia in crisi, affacciata sul baratro, destinata al declino, avviata al tramonto. Se ne sentono pochi che, travolti da una botta di orgoglio, di sano municipalismo, dicano: siamo i più forti. No, noi dobbiamo sempre essere in crisi per qualcosa, travolti dai problemi, sommersi dalle disgrazie, affogati dalle questioni. Fosse vero saremmo scomparsi da un pezzo.’ Il testo culmina con un finale memorabile, evocando il potenziale inespresso della città: ‘Siamo grandi, siamo forti. Ce lo dicessimo, ogni tanto, e lo dicessimo a Roma o Bologna o Bruxelles sarebbe tutta un’altra musica. Ma non lo diciamo. E così continuiamo a tenerci ben stretti certi problemi (la viabilità, questo e quello) e a litigare fra di noi. A noi, però, basta ed avanza che milioni di italiani ci portino nel loro cuore o quell’angolo della mente dove ti rifugi quando hai bisogno di un secondo di tregua, una pausa felice, un ricordo confortante (…. ). Sembra un caramelloso carosello propagandistico da fare quasi schifo. Ma noi ci possiamo permettere anche quello. Siamo stati i primi ad approdare in tv con uno spot promozionale per dire che Rimini è sempre Rimini. Uno spot ad una manciata di secondi dalle ore 20. Poi andava in onda il tg. Era la presunzione (infondata?) di dire: noi siamo l’isola vostra della bella vita, la vostra terra promessa, adesso vi raccontano l’altra Italia.’

Gli articoli di Cardellini, raccolti e digitalizzati, sono fondamentali per comprendere le trasformazioni di Rimini nel suo farsi quotidiano. Attraverso titoli come ‘Rimini 10 anni indietro’, ‘Una città ‘sorda’’, ‘Rimini: quale turismo nel 1978?’, e ‘Rimini come Las Vegas’, si delinea un racconto continuo dello sviluppo urbanistico, dei conflitti politici, delle scelte amministrative e delle questioni identitarie. Il turismo e la spiaggia sono temi ricorrenti, esplorati con rigore e attenzione alle dinamiche economiche e sociali. La sua produzione, seriale e approfondita, copre anche cultura, spettacolo, religione e politica internazionale, come dimostrano titoli quali ‘Addio Walt Disney’, ‘Lettera aperta ai Beatles’ e ‘Martin Lutero’. La Raccolta Silvano Cardellini, accessibile via web, continua a interrogare e raccontare la città, mantenendo vivo un dialogo tra passato e presente.

L’amministrazione comunale di Rimini definisce questa iniziativa come ‘un affettuoso e evocativo omaggio a un giornalista autorevole che con il suo lavoro e la sua analisi critica ha lasciato un segno importante nella città’, sottolineando l’attualità del messaggio. La campagna intende valorizzare ‘quello che ancora oggi Rimini rappresenta per milioni di visitatori, per come spesso cambia e cambia senza esibirlo, per la sua capacità di rimanere unica e attrattiva adattandosi in silenzio ai grandi cambiamenti della storia e del turismo. Una botta d’orgoglio per chi Rimini la fa ogni giorno, da solo e poi tutti assieme. È un invito che ha forza e attualità, senza tempo e contemporaneo e dunque perfetto come benvenuto e ringraziamento per chi a Rimini ci viene e per chi ci sta’.

Share This Article