Forlì si candida ufficialmente a ospitare la nuova stazione dell’Alta Velocità denominata “Medio Romagna”, un progetto strategico per il potenziamento della linea Adriatica che collegherà Bologna a Lecce. Il sindaco Gian Luca Zattini ha ottenuto piena condivisione da sindacati, categorie economiche e associazioni, riconoscendo nel nodo ferroviario un vero mandato territoriale per lo sviluppo della regione.
L’opera, inserita nella Legge di bilancio 2022 con uno stanziamento iniziale di 4,1 miliardi di euro (ridotto dai 5 miliardi previsti), riguarda un tracciato di circa 780 chilometri articolato in sei macro lotti. Sul primo lotto, Bologna-Castel Bolognese, sono già stanziati 3,5 miliardi; i cantieri dovrebbero iniziare alla fine del 2028, con attivazione del servizio nella primavera del 2034.
Forlì, posizionata in modo baricentrico e strategico, vanta la presenza dello scalo merci di Villa Selva, dell’aeroporto Ridolfi e la vicinanza con il porto di Ravenna, elementi che la rendono la sede ideale per un hub logistico integrato. La città si candida sulla spinta del viceministro Galeazzo Bignami, che ha confermato al Governo l’ipotesi di una fermata intermedia proprio nel territorio forlivese.
Il progetto prevede un tratto in variante rispetto alla linea esistente fino a Rimini, con l’obiettivo di accorciare i tempi di percorrenza e aumentare la competitività del territorio. Forlì non vuole isolarsi con atteggiamenti preclusivi, ma aprire un confronto ampio con Ravenna, Faenza, Cesena e la Regione Emilia-Romagna per costruire un sistema unitario.
La sfida per la “super stazione” è già aperta tra Forlì, Faenza e Cesena, ma il clima del tavolo di confronto è caratterizzato dalla convinzione che l’Alta Velocità sia profondamente utile per tutto il territorio romagnolo, garantendo collegamenti rapidi fino a Milano, Roma e Napoli.


