Il Fellini volerà giorno e notte: come il fattore H24 può trasformare lo scalo

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Anno di svolta per l’aeroporto Fellini di Rimini: entro il primo semestre del 2027, lo scalo romagnolo passerà all**operatività H24**, diventando il solo tra i sette minori selezionati da Enac (insieme a Crotone, Comiso, Parma, Salerno, Cuneo e Forlì) ad estendere l’orario da 16 a 24 ore continue [1][3][7].

Questa mossa strategica, voluta da Enac per creare una riserva operativa di capacità e decongestionare gli scali del medio Adriatico, rende Rimini attrattiva per le compagnie low-cost: qui, a differenza di Bologna, Verona o Firenze, i voli non devono rispettare limiti di chiusura notturna, grazie alla pista che si affaccia sul mare e all**lunghezza di oltre 3.000 metri** [1][3].

Il Fellini, con i 620.000 passeggeri stimati nel 2026 e una crescita prevista fino a 770.000 grazie all’abolizione della council tax dal 2026, si candida a diventare la “valvola di sfogo” per i voli in ritardo che non possono atterrare a Marconi o Ancona [2][4].

La sfida fiscale è già in agguato: superata nel 2028 la soglia di 700.000 passeggeri, **dal 2029 la tassa d’imbarco potrebbe tornare a gravare sui biglietti**, richiedendo a Airiminum nuove strategie per mantenere l’appetibilità del scalo [2][4][8].

Nonostante l’incremento dei costi gestionali (illuminazione pista e personale), le maggiori entrate dalle tariffe notturne promettono di bilanciare i conti, trasformando Rimini da aeroporto stagionale a hub logistico sempre aperto nel medio Adriatico [1][3].

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