Stress ed eccessivo carico di lavoro. I dipendenti Ausl “misurano” l’azienda

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Il quadro che emerge dal “Termometro del Benessere degli Operatori” è segnato da forte pressione lavorativa e crescente affaticamento psicofisico. L’indagine della Cisl FP tra i dipendenti di Ausl Romagna, condotta tra il 22 marzo e il 22 aprile su 4.301 risposte anonime, segnala che quasi un lavoratore su due giudica negativamente la propria settimana di lavoro.

Al sondaggio hanno partecipato 1.334 dipendenti di Rimini, 1.242 di Ravenna, 1.004 di Cesena e 721 di Forlì. Il campione è composto in gran parte da personale con lunga esperienza: il 44% lavora in azienda da oltre 15 anni e circa la metà ha un’età compresa tra 46 e 59 anni.

Alla domanda su come sia andata la settimana, 2.128 operatori, pari al 49%, hanno dato una valutazione negativa o molto negativa. Solo il 14% ha espresso un giudizio positivo, mentre il 36% si è collocato in una posizione neutra.

Tra chi ha vissuto una settimana difficile, il carico di lavoro risulta la criticità principale, con oltre mille segnalazioni e una quota pari al 49%. Seguono il clima conflittuale nelle unità operative, indicato dal 25% dei rispondenti, e i problemi legati a turni e orari, segnalati dal 14%.

Sul fronte del benessere, il dato più rilevante riguarda lo stress: il 66% di chi ha indicato i fattori che incidono sulla qualità della vita lavorativa individua nello stress e nel carico mentale la principale causa di malessere.

Il questionario tocca anche il tema della sicurezza. Oltre metà dei lavoratori riferisce di essersi trovata, almeno occasionalmente, nella condizione di non sapere con certezza come operare in piena sicurezza. Le difficoltà vengono attribuite soprattutto a problemi organizzativi e alla mancanza di tempo, più che a carenze formative o a procedure poco chiare.

Peso rilevante anche per la situazione economica. Affitto o mutuo, utenze domestiche e spese alimentari sono le voci che incidono maggiormente sul reddito dei dipendenti, confermando il caro vita come una delle principali preoccupazioni. Tra le misure di welfare più richieste figurano i buoni pasto cumulabili, i contributi per le bollette, le polizze sanitarie integrative e il sostegno alle spese scolastiche dei figli.

Più positivo il capitolo formazione: l’86% degli operatori ritiene di essere adeguatamente preparato per il proprio lavoro, ma resta forte la domanda di aggiornamento continuo e di maggiore chiarezza su procedure e linee guida operative.

Per la Cisl FP Romagna i risultati dell’indagine indicano la necessità di intervenire sul benessere organizzativo, sulla prevenzione del burnout e sul sostegno a chi lavora ogni giorno nei servizi sanitari e sociosanitari.

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