Un intervento di riabilitazione odontoiatrica nato per restituire a una paziente la normale funzione masticatoria si è trasformato in un contenzioso finito davanti ai giudici. Il Tribunale di Rimini ha ritenuto responsabile il dentista e gli ha imposto un risarcimento superiore ai 17mila euro, oltre alle spese legali.
La vicenda, riportata dal Corriere Romagna, risale al 2014, quando una donna di 75 anni si era affidata allo specialista per risolvere una parziale mancanza di denti che comprometteva la masticazione. Assistita dall’avvocata Carla Degli Esposti, la paziente sosteneva che il trattamento fosse stato eseguito in modo errato e avesse aggravato la situazione, rendendo necessari ulteriori interventi.
Nel corso della causa è stata acquisita la consulenza tecnica d’ufficio, dalla quale è emerso che il piano implantoprotesico era, in astratto, adeguato, ma che la sua esecuzione presentava diversi difetti. I periti hanno evidenziato criticità nella progettazione e nella realizzazione della protesi superiore, con problemi di stabilità, infiammazioni ricorrenti e difetti strutturali.
Tra gli errori contestati figura anche la scelta di collegare nella stessa struttura denti naturali e supporti artificiali, una soluzione che secondo gli esperti avrebbe sovraccaricato le strutture di sostegno accelerando il deterioramento di alcuni elementi. Le consulenze hanno inoltre escluso cause esterne, riconoscendo un nesso diretto tra l’operato del medico e i danni riportati dalla paziente.
Il giudice ha quindi riconosciuto la colpa professionale e ha liquidato un danno non patrimoniale di 1.100 euro, oltre a un’invalidità permanente dello 0,5% e a 50 giorni complessivi di inabilità temporanea. La parte più consistente del risarcimento riguarda però il danno patrimoniale: oltre 16mila euro per le cure necessarie a rimediare agli effetti dei vecchi interventi.
Nel dettaglio, circa 2.900 euro coprono le spese già sostenute per le terapie urgenti, mentre altri 13.400 euro sono stati destinati ai futuri trattamenti protesici e implantari. L’importo complessivo supera così i 17mila euro, a cui si aggiungono interessi e rivalutazione monetaria.
Il Tribunale ha inoltre disposto che la compagnia assicurativa del dentista si faccia carico delle somme dovute alla paziente e delle spese legali. Il professionista è stato condannato anche a rifondere 7.300 euro di compensi, oltre a 286 euro di esborsi, accessori di legge e spese generali.


