La Commissione consiliare competente ha dato il via libera al progetto di legge di iniziativa popolare sul fine vita promosso dall’Associazione Emma Rossi, approvato il 12 giugno con 12 voti favorevoli e 3 astensioni. Il testo passa ora all’esame del Consiglio Grande e Generale per l’approvazione definitiva.
L’associazione parla di un risultato importante, frutto di un lavoro di studio e confronto con forze politiche e società civile su un tema delicato che riguarda malattia, sofferenza e dignità delle persone e delle loro famiglie.
Non manca però il rammarico per un’occasione mancata: secondo Emma Rossi, nel dibattito politico non si è riusciti a costruire un testo davvero condiviso, superando le logiche di schieramento.
Nel corso dell’esame in Commissione il provvedimento è stato modificato da diversi emendamenti, non tutti giudicati convincenti dall’associazione. Resta comunque la convinzione che, una volta approvata, la legge possa rafforzare la tutela della libertà personale, del diritto alla salute, della dignità e dell’autodeterminazione.
Tra i punti centrali del progetto ci sono il principio del consenso libero e consapevole a ogni trattamento sanitario, la possibilità di revocarlo in qualsiasi momento e l’introduzione delle Disposizioni anticipate di trattamento sanitario, oggi non previste nell’ordinamento sammarinese.
Il testo prevede anche un riconoscimento più chiaro delle cure palliative e misure per rendere effettiva la volontà di donare organi e tessuti dopo la morte, a fini di trapianto o di ricerca.
Per l’Associazione Emma Rossi, l’intervento legislativo è necessario per fare ordine su diritti e responsabilità, valorizzando la scelta della persona malata e il rapporto di fiducia tra medico e paziente. L’associazione seguirà ora l’iter in Consiglio e l’attuazione dei decreti delegati nei tempi previsti.


