Scuola San Salvatore senza prima. Botta e risposta in Consiglio a Rimini

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Nel consiglio comunale di martedì il consigliere della Lega Loreno Marchei ha sollevato il caso della scuola elementare di San Salvatore, dove il prossimo anno non sarà attivata la classe prima per il numero insufficiente di iscrizioni: appena dieci, contro il minimo richiesto di quindici.

Marchei ha richiamato anche le prospettive per il 2027, quando dagli stradari risulterebbero soltanto sei bambini destinati alla prima, e ha contestato la scelta di aver investito circa 250 mila euro nella riqualificazione energetica del plesso nel 2023, quando i dati demografici erano già noti.

Nel suo intervento il consigliere ha inoltre parlato di un clima di chiusura nei rapporti tra famiglie e dirigenza scolastica, sostenendo che non sarebbe stato favorito alcun confronto utile a individuare possibili soluzioni, neppure coinvolgendo i comuni vicini o valutando una diversa organizzazione delle iscrizioni tra San Salvatore e gli altri plessi del territorio.

A rispondere è stata l’assessora Francesca Mattei, che ha ricordato come il Comune abbia avviato subito un confronto con le famiglie e con la dirigente scolastica. Mattei ha spiegato che la scelta della scuola dipende ormai da criteri più ampi della sola vicinanza geografica, come i percorsi casa-lavoro, la presenza di servizi, il tempo pieno, la mensa e l’offerta didattica.

L’assessora ha attribuito la situazione anche al calo demografico e allo spopolamento delle aree periferiche, chiarendo che non esistono, nella zona e nei plessi vicini, condizioni di sovraffollamento tali da rendere praticabile uno spostamento automatico degli iscritti.

Per rilanciare il plesso, l’amministrazione punta sull’ottimizzazione dell’offerta con refezione e attività pomeridiane co-progettate col Comune. Il progetto, denominato “Fuori Classe”, è già stato sperimentato con risultati positivi alla primaria Lagomaggio e sarà presentato in anticipo rispetto alle prossime iscrizioni per permettere alle famiglie una valutazione più consapevole.

Marchei ha definito “insufficienti ed evasive” le risposte ricevute, lamentando anche l’assenza in aula del sindaco e della vicesindaca, ritenuta poco rispettosa nei confronti delle famiglie coinvolte.

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