San Marino – Consiglio Grande e Generale, seduta di mercoledì 20 maggio, mattino – Resoconto integrale AskaNews

Libertas
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Nel Consiglio Grande e Generale del 20 maggio è proseguito l’esame del progetto di legge sulla pianificazione territoriale strategica, uno dei provvedimenti più rilevanti della sessione in corso. Il confronto ha toccato in particolare la nuova impostazione urbanistica, costruita attorno a un piano di tutela sovraordinato e a una serie di piani tematici e strumenti attuativi.

Per la maggioranza, Paolo Crescentini (PSD) ha definito la riforma coraggiosa e necessaria dopo oltre trent’anni di immobilismo, sottolineando la centralità della tutela del territorio, della sicurezza idrogeologica e delle risposte all’emergenza abitativa. Sulla stessa linea Gemma Cesarini (Libera), che ha rivendicato soprattutto il cambio di metodo: non una soluzione immediata a tutti i problemi, ma la definizione di una bussola per la pianificazione futura. Giudizio favorevole anche da Giovanna Cecchetti, che ha parlato di un passo avanti verso una pianificazione più moderna e sostenibile, e da Luca Lazzari, secondo cui il testo rimette in moto una macchina ferma da troppo tempo.

Dall’opposizione sono arrivate critiche soprattutto sul metodo e sulla struttura della legge. Michela Pelliccioni ha contestato la mancanza di una strategia di fondo costruita su dati, analisi e coinvolgimento della comunità. Fabio Righi ha invece parlato di rischio di aumento della discrezionalità politica, con un sistema che, a suo giudizio, sposta il baricentro decisionale verso l’esecutivo e riduce certezza del diritto e controlli. Matteo Casali (RF) e Gaetano Troina (D-ML) hanno insistito sulla necessità di una visione generale del territorio, contestando l’approccio per temi e la frammentazione degli strumenti.

Il dibattito si è fatto particolarmente acceso già sull’articolo 1, dove sono emersi anche toni duri tra maggioranza e opposizione sul diritto di intervento in aula. Le Reggenze sono intervenute per richiamare all’ordine e a un confronto più ordinato. In seguito, il Segretario di Stato Matteo Ciacci ha difeso l’impianto della riforma, respingendo le accuse di approssimazione e sostenendo che la legge introduca una nuova grammatica per il territorio, con maggiori tutele rispetto al passato.

Ampio spazio è stato dedicato agli articoli su partecipazione, garanzie tecniche e monitoraggio. Su questi punti l’opposizione ha parlato di strumenti di facciata e di partecipazione rinviata a linee guida future, mentre Ciacci ha sostenuto che si tratta di elementi innovativi e coerenti con le esigenze di una pianificazione moderna. Discutendo il ruolo del garante e dell’Osservatorio permanente, il governo ha rivendicato la scelta di utilizzare strutture interne all’amministrazione, mentre i critici hanno segnalato il rischio di mancanza di terzietà e di sovrapposizione con organismi già esistenti.

Sul capitolo più delicato, quello della sicurezza idrogeologica, il confronto si è concentrato sul rapporto tra valutazione tecnica e responsabilità pubblica. Casali e Troina hanno contestato il meccanismo che affida ai tecnici abilitati la certificazione della compatibilità degli interventi, parlando di scarico di responsabilità e di rischio di lasciare troppo spazio all’interpretazione caso per caso. Ciacci ha replicato che la legge rafforza le garanzie, introducendo un piano di tutela superiore e un ruolo centrale della Protezione Civile.

Il passaggio sui piani tematici ha confermato la frattura di impostazione tra maggioranza e opposizioni. Per il governo si tratta del cuore della riforma, capace di rendere la pianificazione più flessibile e aggiornata ne

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