SAN MARINO – La seduta del Consiglio Grande e Generale di mercoledì 20 maggio 2026 ha acceso il confronto sull’esame del progetto di legge sulle “Disposizioni sulla Pianificazione Territoriale Strategica – Norme per lo sviluppo e la valorizzazione del Territorio – Interventi straordinari con finalità sociali”.
Il dibattito si è rapidamente polarizzato tra maggioranza e opposizione, in particolare sull’articolo 1, con la maggioranza che ha parlato di ostruzionismo e le minoranze che hanno respinto l’accusa. Dalibor Riccardi, per Libera, ha definito alcuni interventi strumentali, mentre Giovanni Zonzini, per Rete, ha difeso il diritto delle opposizioni a intervenire, sostenendo che parlare di ostruzionismo per due consiglieri che espongono la posizione del proprio gruppo significhi alterare le regole del confronto parlamentare.
La maggioranza ha presentato il testo come una svolta attesa da oltre trent’anni per aggiornare la pianificazione urbanistica del Paese. Paolo Crescentini, per il PSD, ha parlato di una legge coraggiosa, ambiziosa e indispensabile, richiamando la tutela del territorio, il rischio idrogeologico e la necessità di risposte concrete sul fronte abitativo, soprattutto per giovani coppie e residenti. Gemma Cesarini, sempre di Libera, ha insistito sul metodo, definendo la riforma la base su cui costruire la pianificazione futura.
Il Segretario di Stato Matteo Ciacci ha difeso l’impianto del progetto e il lavoro svolto dalla maggioranza, respingendo le critiche sull’assenza di un’adeguata analisi preliminare. Ciacci ha presentato la riforma come più garantista rispetto al passato e ha rivendicato l’introduzione di strumenti nuovi, dai piani tematici ai Programmi Pluriennali di Attuazione, pensati per rendere più flessibile la gestione del territorio e per rispondere anche a esigenze sociali.
Dai banchi dell’opposizione sono arrivate perplessità sul rischio di eccessiva discrezionalità politica. Fabio Righi, D-ML, ha richiamato il confine tra pianificazione e clientelismo; Matteo Casali, RF, ha criticato l’impostazione settoriale del testo, chiedendo una visione complessiva che tenga insieme urbanistica, servizi, verde, infrastrutture e residenza. Gaetano Troina ha sollevato dubbi sul peso attribuito ai professionisti privati, mentre Mirko Dolcini ha chiesto tempi certi per l’attuazione degli strumenti partecipativi previsti dalla legge.
Il confronto ha toccato anche il tema della partecipazione dei cittadini, della pericolosità idrogeologica e sismica, del ruolo dei tecnici e del Servizio Protezione Civile, oltre al passaggio dal Piano Regolatore Generale del 1992 a un sistema fondato su piani di tutela e piani tematici. La maggioranza ha ribadito la necessità di strumenti più flessibili e progressivi, capaci di rispondere con rapidità alle priorità emergenti senza rinunciare a trasparenza e controllo pubblico.
La discussione è proseguita fino a tarda serata, con repliche e controrepliche tra i gruppi consiliari.
I lavori del Consiglio Grande e Generale riprenderanno questa mattina alle 9 per proseguire l’esame degli articoli del progetto di legge.


