In Emilia-Romagna partirà dal prossimo anno scolastico una sperimentazione pensata per aiutare le famiglie con figli in età scolare. Dal 31 agosto al 14 settembre, prima dell’avvio ufficiale delle lezioni, le scuole primarie potranno restare aperte grazie a progetti messi in campo dai Comuni e finanziati dalla Regione con 3 milioni di euro.
L’obiettivo è trasformare questa misura in un servizio strutturale dal 2027-2028, estendendolo progressivamente su tutto il territorio regionale. Nella prima fase saranno coinvolti i territori delle aree Atuss, le Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile, con 42 Comuni e Unioni di Comuni.
Le attività si svolgeranno al mattino e proporranno ai bambini esperienze sportive, culturali ed educative. Una soluzione che, nelle intenzioni della Regione, vuole anche sostenere concretamente i genitori nella conciliazione tra tempi di lavoro e vita familiare.
Il presidente Michele de Pascale e l’assessora alla Scuola Isabella Conti parlano di una misura capace di ampliare le opportunità educative di qualità e rispondere ai bisogni delle famiglie emiliano-romagnole. La sperimentazione servirà anche a definire un modello da rendere stabile dal 2027, con la possibilità di coinvolgere tutti i Comuni interessati.
Il progetto lascia ai territori margini di adattamento, in base alle caratteristiche locali, alla disponibilità delle strutture scolastiche e alla presenza di altre offerte educative. Saranno valorizzate le reti del territorio, dalle associazioni alle realtà sportive e culturali, con l’obiettivo di costruire un’offerta più flessibile e più vicina alle esigenze delle comunità.


