Cresce l’attesa per i passaggi decisivi previsti nei prossimi giorni sul dossier dell’Accordo di associazione tra San Marino e Unione europea, con l’appuntamento del 20 maggio in Coreper II e il successivo passaggio al Consiglio dei ministri Ue.
Il Segretario di Stato agli Esteri, Luca Beccari, mantiene un’impostazione fiduciosa e invita a non leggere la riserva presentata dalla Bulgaria in sede EFTA come un ostacolo politico definitivo. Secondo Beccari, il recente cambio di governo a Sofia potrebbe aver rallentato la definizione di una posizione formale, senza mutare l’orientamento di fondo di un Paese che in passato ha sempre sostenuto il percorso europeo di San Marino e Andorra.
Beccari ha spiegato che il nuovo esecutivo bulgaro si è insediato solo alla fine della scorsa settimana e che sarebbe stato difficile attendersi una presa di posizione immediata. Un elemento ritenuto positivo dal governo sammarinese è la conferma dell’agenda da parte della Presidenza cipriota, che mantiene aperto il percorso istituzionale verso il voto.
Sul punto, il Segretario agli Esteri ha ribadito che nessuno degli Stati che in passato hanno sollevato riserve lo ha fatto con l’obiettivo di bloccare l’Accordo, ma piuttosto per esprimere posizioni nazionali su aspetti tecnici e politici, dalla natura mista o esclusiva del trattato fino al coordinamento con altre intese europee.
Resta sullo sfondo anche l’ipotesi di un collegamento con la vicenda privata del magnate bulgaro coinvolto nel tentativo di acquisizione della maggioranza di Banca di San Marino. Beccari ha escluso che un eventuale irrigidimento politico possa essere coerente con le finalità del percorso di integrazione europea della Repubblica, sottolineando che San Marino sta andando verso la conformità alle regole del mercato unico e non verso una condizione di privilegio.
Dal governo arriva un messaggio di compattezza sull’Accordo e sulla fiducia nell’operato della magistratura sammarinese. Beccari ha riconosciuto la forte attesa del Paese, non solo da parte della politica ma anche del mondo economico e delle associazioni di categoria, definendo il dossier una partita strategica per l’intero sistema.
L’esecutivo rivendica inoltre il sostegno ricevuto dalle istituzioni europee, dalla Presidenza di turno alla Commissione, fino al Parlamento europeo, e considera le prossime scadenze come un passaggio cruciale per arrivare a una conclusione positiva del negoziato.


