Nella seduta consiliare di metà maggio si è acceso un duro confronto tra Giovanni Maria Zonzini, di Rete, e Gian Carlo Venturini, del PDCS, sul caso della presunta scalata alla Banca di San Marino da parte del gruppo bulgaro Starcom, vicenda già oggetto di un’inchiesta giudiziaria che ha ipotizzato anche il cosiddetto “Piano parallelo”.
Al centro del dibattito, le accuse di possibili coperture politiche e le responsabilità attribuite ai partiti, in un clima che ha riportato in Aula una forte tensione istituzionale. Zonzini ha contestato la gestione politica del caso, sostenendo che non si possa liquidare la questione come una semplice polemica, mentre Venturini ha respinto con forza ogni insinuazione, reagendo in modo netto alle accuse.
La discussione ha evidenziato ancora una volta la delicatezza del dossier, che tocca temi di rilievo per il sistema finanziario e per la credibilità delle istituzioni sammarinesi. Sul piano giudiziario, restano aperti gli accertamenti della Magistratura, mentre sul fronte politico continua il confronto tra maggioranza e opposizione sulle eventuali responsabilità e sulla necessità di fare piena chiarezza.
Nel corso del dibattito è emerso anche il nodo della commissione consiliare d’inchiesta, che potrebbe diventare lo strumento per approfondire gli aspetti politici della vicenda, qualora venisse istituita.
La seduta ha mostrato un clima sempre più esasperato, con toni molto accesi e un confronto che ha finito per polarizzare ulteriormente lo scontro tra le forze politiche.


