Ivan Innocenti, del Consiglio generale del Partito Radicale Nonviolento Transpartito Transnazionale, torna a intervenire sulle criticità del carcere di Rimini, tema su cui è impegnato da anni, rilanciando e condividendo quanto denunciato di recente dal consigliere Pari della Lega.
Per Innocenti la situazione della casa circondariale riminese è critica da tempo e i segnali emersi negli ultimi giorni confermano un ulteriore peggioramento. Le presenze, sottolinea, superano stabilmente quota 180 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 118 posti e di una soglia tollerabile fissata a 165, oltre la quale si entra nel perimetro delle violazioni richiamate dalla sentenza pilota Torreggiani sui trattamenti inumani e degradanti.
Alle difficoltà legate al sovraffollamento si somma la situazione, definita da anni insostenibile, della sezione prima dell’istituto. La stessa Ausl l’avrebbe indicata come area a rischio per la salute dei detenuti, raccomandandone la chiusura per ristrutturazione. Nonostante questo, la sezione resta attiva e, osserva Innocenti, il magistrato di sorveglianza continua a riconoscere risarcimenti per trattamenti inumani e degradanti.
Il referente radicale richiama anche un episodio avvenuto lo scorso agosto, quando un detenuto con evidenti segnali di sofferenza psichiatrica è rimasto per settimane in carcere senza un adeguato intervento sanitario, finendo isolato in una cella resa ancora più problematica dalla sua condizione. Un caso che, per Innocenti, dimostra la fragilità dell’assistenza all’interno dell’istituto.
Preoccupazione viene espressa anche per la prevista riduzione dell’orario dei servizi sanitari, già oggi giudicati insufficienti. Secondo Innocenti, un carcere dovrebbe poter contare su una copertura sanitaria continua, nelle 24 ore, mentre in Romagna un servizio di questo tipo sarebbe presente soltanto in un istituto.
Da qui l’appello all’Ausl Romagna a non ridimensionare il servizio sanitario nella casa circondariale di Rimini, ma a intervenire invece sulla chiusura della sezione considerata pericolosa e sull’inadeguatezza complessiva della struttura, incapace di garantire condizioni compatibili con il diritto alla salute di detenuti e personale. Innocenti chiama in causa anche le istituzioni locali e regionali, dal sindaco di Rimini al presidente della Regione, accusandole di conoscere la situazione senza però interromperla.
Il 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, una delegazione del Partito Radicale visiterà la casa circondariale riminese. Per Innocenti sarà un passaggio utile a verificare quanto le disposizioni costituzionali su salute, rieducazione e diritti umani trovino effettiva applicazione all’interno dell’istituto.


