San Marino. Maggioranza: sì alla Commissione d’inchiesta, no alla propaganda delle Opposizioni

GiornaleSM
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La maggioranza respinge le accuse lanciate dalle opposizioni e ribadisce che la commissione consiliare d’inchiesta si farà. Nessuno, viene sottolineato, intende sottrarsi alla ricerca della verità e delle eventuali responsabilità.

Nel comunicato diffuso oggi, i gruppi di maggioranza ricordano che la magistratura sta già svolgendo il proprio lavoro e che, sulla base degli esiti di quell’attività, anche la politica dovrà fare fino in fondo la propria parte. Per questo, però, la commissione non dovrà diventare uno strumento di propaganda.

Secondo la maggioranza, l’opposizione chiede un organismo paritetico in nome dell’oggettività, ma al tempo stesso ha già espresso giudizi di condanna su più soggetti senza aver ancora esaminato compiutamente i documenti ufficiali, già desecretati e disponibili a tutte le forze politiche.

Nel testo si contesta anche il tono usato da chi, dopo aver contribuito negli anni a creare incertezza e instabilità, oggi si propone come interprete della responsabilità istituzionale. La maggioranza parla di un passato segnato da più problemi che soluzioni, più fratture che prospettive e più danni istituzionali che benefici per la Repubblica.

Critiche anche per la tesi dell’“intrigo internazionale”, definita una narrazione politica costruita per recuperare visibilità attraverso un atteggiamento antigovernativo. Il riferimento è anche alle accuse che, secondo i firmatari, finiscono per attribuire al governo ogni problema del Paese, perfino la fuga dei giovani da San Marino.

Sulla richiesta di dimissioni del segretario di Stato Beccari, la maggioranza legge la volontà di spingere il Paese verso nuove elezioni per convenienza politica e non per un interesse superiore della Repubblica.

Il fronte di governo rivendica infine la volontà di andare avanti con il proprio lavoro, puntando in particolare sull’Accordo di associazione con l’Unione europea, sulla credibilità internazionale del Paese e sulla stabilità delle istituzioni. Le difficoltà, conclude il comunicato, vanno affrontate con serietà e con il lavoro istituzionale, non con slogan o conferenze stampa pensate per alimentare tensioni.

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