San Marino. I Capifamiglia, Accordo UE: tra veti europei e fuga dal Referendum, la narrazione del Governo fa acqua

GiornaleSM
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L’associazione I CapiFamiglia ha pubblicato un’analisi dettagliata dell’Accordo di Associazione tra San Marino e l’Unione Europea, confrontando il testo giuridico con la narrazione politica emersa nel dibattito pubblico dell’8 aprile.

Secondo il documento, l’integrazione con Bruxelles passerà da flessibile ad automatica: San Marino dovrà adeguarsi a regole UE modificate per esigenze di grandi economie, senza contribuire alla loro definizione, compromettendo la sovranità normativa.

Su dogane e IVA non emergono cambiamenti sostanziali, mentre per i servizi prevale un’asimmetria: consulenti europei accederanno più facilmente al mercato sammarinese, a differenza degli operatori locali vincolati da procedure esistenti.

L’integrazione veterinaria e sanitaria introduce un sistema sovranazionale completo, con obblighi di adeguamento per certificazioni e controlli.

Per pensioni, sanità ed Erasmus i benefici restano tecnici, non economici automatici: un sammarinese in UE per cure deve richiedere autorizzazioni e rimborsi con procedure complesse, simili a quelle odierne; i titoli professionali richiedono esami e tirocini aggiuntivi.

I CapiFamiglia criticano la propaganda governativa, definendola lontana dal contenuto reale degli articoli, allegati e protocolli.

In parallelo, l’associazione minaccia ricorsi a Strasburgo se il referendum sull’accordo verrà negato, richiamando precedenti percorsi giudiziari.

Avvia anche una raccolta firme per un referendum su regole di incompatibilità per l’eleggibilità, rafforzando divieti per gendarmi, poliziotti, diplomatici e magistrati, a tutela della trasparenza.

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