Il governo di San Marino, riunito al completo, ha affrontato le recenti condanne della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), ribadendo la fiducia nell’equità del Tribunale della Repubblica.
Il segretario alla Giustizia Stefano Canti ha sottolineato che “le sentenze si rispettano e si commentano, ma non si strumentalizzano”, difendendo l’imparzialità del sistema giudiziario sammarinese.
Con delibera n. 33 del 5 maggio, l’Esecutivo ha autorizzato l’Avvocatura dello Stato a impugnare le cosiddette “sentenze Simoncini” emesse da Strasburgo.
Queste condanne hanno sanzionato San Marino per 160mila euro di danni, legati al caso di un uditore retrocesso da una norma retroattiva.
La delibera, intitolata “Mandato all’Avvocatura dello Stato per la presentazione dei ricorsi in Grande Camera, nomina dell’Avvocato Marcello Clarich ed autorizzazione di spesa”, prevede ricorsi alla Grande Camera della CEDU.
L’Avvocato Marcello Clarich affiancherà l’Avvocatura dello Stato come difensore della Repubblica nei procedimenti.
Per l’incarico è stata approvata una spesa massima di 24.000 euro.
La decisione si inserisce nel contesto di altre criticità internazionali, come lo slittamento della firma dell’Accordo con l’Unione Europea.


