Dopo giorni di silenzio, la maggioranza ha finalmente diffuso un comunicato sulla giustizia e i rapporti con l’Europa, che appare più come un’eco delle posizioni dei Tavolucci che un’iniziativa autonoma.
Il dibattito politico sul tema, anziché mirare a un reale miglioramento del sistema giudiziario, sembra aver ceduto il passo a un ossequio acritico verso affermazioni indiscusse, usate come scusa per ignorare le evidenti pecche del settore.
Le sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, come nel caso Simoncini, ne sono una prova lampante, confermata anche dai malumori diffusi tra gli addetti ai lavori che bazzicano quotidianamente il Tribunale.
L’Ordine degli Avvocati e Notai, per ragioni forse legate a colpa, timore o inerzia, mantiene un profilo silente su queste criticità.
Il paradosso è che in maggioranza ne sono perfettamente consapevoli, ma preferiscono appellarsi alla difesa dell'”immagine della Repubblica”, fingendo di non vedere i danni provocati da leggi retroattive contro i magistrati, forzature di principi per scopi estranei alla giustizia, ostacoli all’imparzialità e rigetti di ricusazioni palesemente motivate.


