Le opposizioni sanmarinesi attaccano duramente il governo sullo slittamento del voto al Coreper sull’Accordo di Associazione con l’Ue, causato da una riserva bulgara nel gruppo Efta.
Motus Liberi definisce lo stop un “segnale politico pesante” di una gestione fallimentare che mina la credibilità internazionale del Paese. Il partito chiede le dimissioni del Segretario di Stato agli Esteri Luca Beccari, accusato di aver rassicurato per mesi su un percorso vicino al completamento, ignorando rinvii e ostacoli. “Il tempo degli annunci è finito: servono responsabilità politiche e una nuova strategia”, affermano.
Repubblica Futura parla di “via crucis” e di un Esecutivo inadeguato. Beccari è nel mirino per aver descritto una situazione sotto controllo senza conoscere la realtà a Bruxelles. Il partito dubita che governo e maggioranza considerino ininfluente la vicenda Starcom e denuncia il tentativo di evitare una commissione d’inchiesta sul “piano parallelo”, visto come un modo per coprire responsabilità e compromettere un accordo strategico per il futuro di San Marino.
Gerardo Giovagnoli, delegato Psd per i Rapporti Internazionali, getta acqua sul fuoco ma invita a un’azione diplomatica più incisiva per evitare l’incertezza. A differenza di ritardi passati con Francia, Spagna e Germania su questioni tecniche, qui la Bulgaria non ha espresso pubblicamente problemi. Giovagnoli esclude legami con casi bancari privati come Starcom, che non riguardano l’accordo Ue basato su regole condivise.
“Serve chiarezza: il governo deve chiarire se la Bulgaria vede nell’investimento frenato un problema nazionale, nonostante il contenzioso giudiziario. Non si può navigare nell’incertezza; occorre diplomazia sammarinese per sbloccare la situazione e lealtà da parte di chi frena l’accordo a livello europeo”, conclude.


