Donald Trump ha alzato i toni contro l’Iran con un post incendiario su Truth Social, minacciando di colpire centrali elettriche e ponti se Teheran non riaprirà lo Stretto di Hormuz, chiuso da settimane.
“Aprite quel maledetto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all’inferno”, ha scritto il presidente, fissando un ultimatum per martedì e annunciando “Power Plant Day” e “Bridge Day” come prossimi obiettivi.
L’immagine lo ritrae aggressivo, pronto a tutto, mentre Israele avverte i civili iraniani di evitare treni e ferrovie prima di nuovi raid congiunti.
Funzionari Usa confermano la strategia: mantenere il blocco navale per strangolare l’economia di Teheran e fermare il nucleare, optando per questa via meno rischiosa dei bombardamenti totali.
La Casa Bianca prevede tensioni prolungate, con rischi di crisi energetica globale che colpiscono l’Europa.
Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, ha lanciato l’allarme all’Eurocamera: 500 milioni di euro al giorno di costi per l’Unione, con effetti per anni, e ha chiesto aiuti mirati a famiglie e settori vulnerabili.
La retorica di Trump scatena polemiche: democratici lo definiscono “squilibrato”, vescovi e persino voci Maga come Tucker Carlson lo accusano di crimini di guerra potenziali, temendo escalation incontrollata.


