La Commissione speciale sull’andamento demografico, creata nel 2023, ha presentato al Congresso di Stato e al Consiglio Grande e Generale una relazione che delinea un quadro preoccupante e incompleto, segnando l’inizio di una fase cruciale per decisioni concrete.
Dopo audizioni con istituzioni e esperti, il documento conferma il calo delle nascite, l’età media al primo figlio in aumento e un maggiore ricorso alla procreazione assistita, dovuti a fattori economici, precarietà lavorativa e cambiamenti culturali che scoraggiano la genitorialità.
Le famiglie si restringono da una media di 3,2 a 2,2 componenti, diventando più vulnerabili, con minori reti di sostegno interne e maggiore carico sul welfare pubblico, intrecciandosi a problemi di lavoro, housing e servizi.
La popolazione invecchia rapidamente: oltre il 20% supera i 65 anni, con crescita della non autosufficienza, pressioni sul sistema sanitario e previdenziale, e necessità di potenziare l’assistenza agli anziani.
Il limite principale è la mancanza di dati integrati e aggiornati, con raccolta frammentata che ha ostacolato l’analisi della Commissione, rendendo impossibile politiche efficaci senza una base solida.
La soluzione proposta è un osservatorio permanente per monitorare i trend demografici, più un’indagine sociologica su 18-49enni focalizzata su famiglia e natalità: il questionario è pronto, ma serve finanziamento tra 20.000 e 30.000 euro.
La relazione insiste su politiche trasversali che uniscano sostegno al lavoro, incentivi alla natalità, famiglia e anziani, per evitare un declino strutturale che minaccia il modello di sviluppo del Paese.
Ora tocca alla politica trasformare la diagnosi in azioni, superando la frammentazione e investendo in evidenze per un futuro sostenibile.


