San Marino. L’ACCORDO UE È MISTO. … di Alfredo Del Bianco (PRO SAN MARINO)

GiornaleSM
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La decisione del Consiglio UE del 4 aprile complica il quadro per San Marino, rendendo l’accordo di associazione più vincolante e precario.

L’intesa mista richiede non solo l’approvazione UE, ma la ratifica da parte di tutti i parlamenti nazionali: un singolo rifiuto blocca tutto, con un iter lungo e non negoziabile.

L’applicazione provvisoria è imposta dall’UE, nonostante i vincoli andorrani che pretendono un referendum, esponendo San Marino a pressioni esterne e tensioni interne.

Sulla fiscalità diretta, l’accordo introduce obblighi gravosi, riservati agli Stati membri, motivo della qualifica mista.

L’UE istituisce organi di controllo esterno, erodendo l’autonomia sammarinese.

La libera circolazione delle persone è stata decisa con una dichiarazione congiunta, aggirando referendum e sistema delle quote, sottraendola al popolo.

Per San Marino, ciò significa vincoli alla sovranità, imposizioni fiscali e normative dall’esterno, perdita di controllo democratico e incertezza sull’entrata in vigore.

Questo testo non rafforza la Repubblica, ma la indebolisce: difendere l’indipendenza richiede un no deciso.

No all’UE.

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