La Riviera romagnola non attende più il Governo centrale e accelera sulle gare per le concessioni balneari, con Rimini e Riccione in prima linea. Di fronte ai ritardi nel bando-tipo nazionale, previsto dopo il Decreto Salva infrazioni che fissa la scadenza al 2027, i Comuni costieri hanno deciso di agire in autonomia, seguendo le linee guida del tavolo tecnico regionale aperto nell’ottobre 2025.
Rimini partirà per prima: entro Pasqua usciranno i bandi per 23-27 aree di ombreggio a Viserba e Torre Pedrera, zone antistanti la battigia di stabilimenti su terreni privati. “Avremmo voluto lanciare tutto a inizio anno, ma i rinvii ministeriali ci hanno frenato”, spiega l’assessora Valentina Ridolfi, sottolineando che dopo l’estate seguiranno le 470 concessioni totali, per garantire servizi continui ai turisti.
L’obiettivo è evitare vuoti estivi durante la transizione, specie con i lavori di demolizione e ricostruzione sul lungomare. Ridolfi apprezza il primo incontro con Roma, dove sono emerse le esigenze locali, ma insiste sulla continuità: “Non possiamo permettere spiagge senza ombrelloni e bagni per una stagione”.
Riccione prepara un modello con criteri di sostenibilità economica, ambientale e sociale. La Regione Emilia-Romagna alza un muro contro imposizioni dall’alto, coordinando per uniformità e scongiurando ricorsi al Tar.
Gli operatori sono divisi: Mauro Vanni, presidente della Cooperativa Bagnini Rimini Sud, vede un rischio in gare anticipate senza bando-tipo, temendo contenziosi che bloccherebbero il turismo. Simone Battistoni del Sib Confcommercio prevede invece bandi tra ottobre e novembre, con assegnazioni per l’estate 2027, e auspica che i gestori attuali preval


