Louis Dassilva e i dubbi sull’alibi. Bruzzone: “Il colpevole è un altro. Ed erano in due”

San Marino RTV
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Nella quindicesima udienza del processo per l’omicidio di Pierina Paganelli, unico imputato Louis Dassilva finisce nuovamente sotto i riflettori per la solidità del suo alibi.

La Corte insiste sul momento in cui lui e la moglie Valeria Bartolucci avrebbero appreso l’orario preciso del delitto, stabilito dalla Procura alle 22.13 del 3 ottobre 2023.

Un’intercettazione del 1° novembre 2023 cattura Bartolucci che gli dice in auto: “Dobbiamo vedere se ero sveglia a quell’ora, questa cosa io non la so”.

Per l’accusa, a quella data l’orario era già noto agli inquirenti e sui media, sollevando dubbi su come e quando la coppia ne sia venuta a conoscenza.

Dassilva replica di averlo saputo dalla tv, precisando che inizialmente pensavano all’una di notte, mentre ricostruivano la serata del delitto.

La Procura vede qui un punto cruciale: una conoscenza anticipata potrebbe aver condizionato le loro versioni, minando l’alibi.

Il dibattito si sposta poi sulla scena del crimine con la criminologa Roberta Bruzzone, che ipotizza un delitto in due fasi: omicidio e manipolazione della salma, con due armi distinte, una per uccidere e l’altra per tagliare gli indumenti.

“Non è Dassilva il colpevole, erano in due”, ribadirlo Bruzzone.

Prossima udienza il 27 aprile.

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