L’opposizione sammarinese denuncia una strategia sistematica di ostruzione della verità sull’affare bulgaro. La maggioranza democristiana avrebbe deciso di istituire una Commissione d’inchiesta controllata politicamente, con una rappresentanza dell’opposizione meramente simbolica, rovesciando il principio della parità che aveva caratterizzato le precedenti inchieste analoghe.
Le tensioni si sono aggravate dopo le dichiarazioni del Segretario di Stato alla Giustizia Stefano Canti, il quale ha anticipato la chiusura delle indagini per fine maggio, generando il sospetto di una comunicazione preventiva tra l’esecutivo e il tribunale. A seguito della reazione dell’opposizione, un consigliere della maggioranza ha confermato che Canti avrebbe contattato direttamente il Dirigente del tribunale per ricevere informazioni sulla tempistica delle indagini.
Queste rivelazioni rappresentano una violazione della separazione dei poteri secondo le forze di opposizione, che vedono nella gestione dell’affare bulgaro una chiara linea di responsabilità politica della Democrazia Cristiana. L’opposizione sostiene che la maggioranza intenda anche rimandare l’inizio dei lavori della Commissione all’inizio del 2027, nella speranza di attenuare l’attenzione pubblica su uno scandalo che minaccia la credibilità internazionale della Repubblica.
Repubblica Futura, Domani Motus Liberi e RETE ribadiscono il loro impegno nel difendere lo stato di diritto e nel perseguire l’accertamento completo delle responsabilità politiche legate al caso bulgaro, garantendo trasparenza e verità ai cittadini sammarinesi.


