Il Consiglio Grande e Generale ha espresso un verdetto netto sulle nomine all’Autorità Garante della Privacy, premiando profili di indiscussa terzietà e bocciando candidature segnate da dubbi di incompatibilità.
Andrea Zafferani, ex Segretario di Stato di Adesso.SM e di Repubblica Futura, ha raccolto solo 10 voti su 46 presenti, confermando le critiche su potenziali conflitti normativi che ne compromettevano l’idoneità.
Non si tratta di un rifiuto personale, ma del riconoscimento che la gestione dei dati sensibili esige indipendenza assoluta, lontana da bagagli politici recenti.
Lo stesso Zafferani non ha ricevuto il pieno appoggio dell’opposizione, segnale che prevale la responsabilità istituzionale sui calcoli di schieramento.
Michele Cervellini ha invece conquistato 44 preferenze quasi all’unanimità, incarnando i criteri di affidabilità condivisi da tutto l’emiciclo.
Patrizia Gigante, veterana dell’Autorità, è stata eletta Presidente con 37 voti, rafforzando la continuità e la competenza dell’organo.
A questi nuovi membri i migliori auspici per un mandato improntato a rigore e trasparenza, essenziale per un ente nevralgico.
L’esito delle urne sana forzature passate, rimettendo al centro regole e credibilità istituzionale, con la politica che ha anteposto il dovere al partito.


