La CSdL torna a sottolineare le potenzialità della Cassa di Compensazione, che ha accumulato riserve per 33,1 milioni di euro nel 2024, passando dagli 8,4 milioni del 2021, grazie alla fine dei prelievi per il socio-sanitario imposti tra il 2012 e il 2020.
Quei 41,8 milioni sottratti avrebbero portato il Fondo vicino ai 75 milioni, coprendo ammortizzatori sociali, assegni familiari e indennità per malattia, maternità e infortuni, finanziati solo da imprese e lavoratori.
Il sindacato contesta da anni questi prelievi, sostenendo che la sanità debba essere a carico di tutti tramite la fiscalità generale.
La proposta governativa di modifica alla legge 129/2022 sui sostegni alla natalità introduce miglioramenti chiesti da tempo, come l’indennità di maternità fino a 18 mesi su base di reddito minimo e il riconoscimento del caregiver familiare.
Quest’ultimo permette a non autosufficienti di assumere parenti stretti, con aspettativa retribuita e contributi figurativi per gli occupati, opzione vietata dall’istituzione dell’ISS nel 1955, salvo un breve periodo pandemico.
Tuttavia, il contingentamento a 50 caregiver per motivi di bilancio è criticato: senza criteri chiari di priorità, crea esclusioni ingiuste, soprattutto con l’invecchiamento della popolazione.
La CSdL propone un contributo di scopo per coprire carenze, unitamente ad altre idee inviate al segretario di Stato Stefano Canti.
Non basta: il sindacato spinge per l’assistente personale, applicando la Convenzione ONU sui diritti delle disabilità, per garantire indipendenza, inclusione e dignità.
Il progetto sarà discusso lunedì 27 aprile alle 14.30 nella sala Joe Cassar di Borgo Maggiore con Canti


