Le proposte per il futuro della viabilità nel Castello di Città delineano un piano ambizioso che spazia dalla modifica del centro storico alla gestione dei flussi veicolari.
Tra gli interventi principali figurano l’introduzione di una Zona a Traffico Limitato con varchi regolati da orari, la revisione del senso unico sullo Stradone, la creazione di una rotatoria a Santa Mustiola presso l’incrocio con Piazza Marino Capicchioni e lo studio per un nuovo camminamento in Via del Voltone.
L’istituzione di una ZTL strutturata rappresenta la priorità assoluta per migliorare la vivibilità e l’organizzazione della zona monumentale, sebbene la realizzazione concreta di tali progetti non sembri imminente.
Nel breve periodo, infatti, le uniche opere cantierabili riguardano il rifacimento del marciapiede tra Via Erviano e Via delle Carrare, poiché i grandi progetti infrastrutturali richiedono tempi e risorse che attualmente non appaiono disponibili.
Le finanze pubbliche e l’attenzione tecnica sono oggi assorbite da opere di ampio respiro già avviate, come il prolungamento del Trenino bianco-azzurro, il recupero della Scala Malagola e il progetto per il Cinema Turismo.
Questi investimenti significativi, pur essendo prestigiosi, rischiano talvolta di sottrarre spazio e fondi alla risoluzione delle problematiche quotidiane più sentite dalla cittadinanza, come la manutenzione ordinaria delle strade.
Particolarmente critica è la situazione dello Stradone, dove il degrado della pavimentazione compromette la sicurezza stradale a causa di materiali inadeguati e di interventi tampone che hanno solo rinviato un restauro complessivo.
L’ipotesi di intervenire con asfalto albino non trova il favore della Giunta, che preferirebbe una riqualificazione in pietra abbinata all’istituzione di un senso unico per ridurre il carico dei mezzi pesanti e preservare il fondo stradale.
Il futuro assetto della zona alta del Castello richiede comunque un confronto serrato con la Segreteria al Territorio per definire un piano organico che superi le attuali incertezze sui flussi di traffico.
Non è ancora chiaro se il deflusso dei veicoli verrebbe riversato interamente su Via Napoleone Bonaparte, una questione complessa che richiede analisi tecniche approfondite per evitare effetti controproducenti sulla circolazione generale.
In un’ottica di lungo periodo, la Capitale dovrà necessariamente rinunciare all’idea di parcheggi e fermate sotto casa per adottare sistemi di accesso regolamentati che distinguano tra le necessità dei residenti e i flussi turistici.
Nonostante le difficoltà, sono stati portati a termine interventi di pregio come il rifacimento della pista di pattinaggio e della Scala Malagola, fondamentali per il decoro di quello che resta il biglietto da visita dell’intero Paese.
Resta invece ancora sulla carta il progetto per il Campo Bruno Reffi, ideato in collaborazione con l’Università come spazio polifunzionale per scuole ed eventi, che non ha ancora trovato una via per la realizzazione pratica.
La sinergia tra Giunta e Segreteria di Stato ha comunque prodotto risultati tangibili e apprezzati, come l’installazione del semaforo a chiamata in Via Bonaparte, fondamentale per la sicurezza negli orari di punta.
Il dialogo costante tra le istituzioni rimane il motore per affrontare le numerose sfide aperte, inclusa la gestione dell’area dell’Ex Tiro a volo, un tema centrale per il futuro sviluppo del Castello.


