Macumba: questa è la bizzarra difesa addotta da un giovane di 26 anni, attualmente sotto processo al Tribunale di Forlì, per giustificare i gravi abusi compiuti lungo la pista ciclo-pedonale del Rio Salto. L’imputato, leggendo una nota in aula, ha affermato di «non avere nulla contro quelle donne», attribuendo le proprie azioni a conflitti personali con un altro uomo risolti tramite pratiche occulte.
I fatti risalgono al 5 dicembre 2025. Secondo le ricostruzioni, il giovane avrebbe prima molestato una passante, per poi aggredire una runner di 50 anni. La vittima era stata trascinata con la forza nella vegetazione per subire la violenza sessuale.
Il quadro probatorio si è arricchito con la testimonianza del compagno della cinquantenne, che ha descritto il crollo psicologico della vittima, e con la deposizione del medico del Pronto soccorso, il quale ha validato il referto relativo allo stato di choc e alle lesioni riscontrate. Il dibattimento è stato aggiornato al prossimo mese di settembre, quando si procederà con la chiusura dell’istruttoria e la discussione conclusiva.


