Vecchie e nuove truffe in aumento. Un vademecum di Procura e forze dell’ordine

NewsRimini
By
3 Min Read

A Rimini la Procura apre ogni anno oltre 1.300 fascicoli per truffa; nel 2024 sono già 520, di cui 295 contro noti e 225 contro ignoti. Per questo le forze dell’ordine hanno predisposto un vademecum per aiutare i cittadini a riconoscere i raggiri più comuni e denunciare subito, senza farsi frenare dalla vergogna.

Nel quadro descritto dal procuratore capo Elisabetta Melotti, le truffe risultano sempre più raffinate e colpiscono persone di ogni età e livello di istruzione. La tempestività della denuncia è decisiva: prima si segnala il fatto, più aumentano le possibilità di recuperare almeno parte del denaro sottratto.

Il comandante del Reparto operativo dei Carabinieri di Rimini, Claudio Scarponi, sottolinea che “l’unico limite alla truffa è la fantasia” di chi la organizza, ma i meccanismi ricorrenti restano riconoscibili. Le leve più usate sono urgenza e paura, promessa di guadagno facile, affetto e fiducia.

Tra gli espedienti più diffusi ci sono il falso tecnico che si presenta alla porta, il finto poliziotto che chiede soldi per un parente in difficoltà, la truffa dello specchietto e quella dell’abbraccio. A queste si aggiungono le frodi telefoniche con numeri camuffati, i link-clone che imitano banche e Poste, il falso pacco da sbloccare con una tassa inventata e le false offerte su e-commerce e affitti.

La Guardia di finanza evidenzia che i truffatori scelgono le vittime anche studiando profili social e informazioni pubbliche, per individuare debolezze, abitudini e disponibilità economiche. Anche lo smartphone può diventare uno strumento contro la vittima, se viene indotta a installare un’app che consente ai criminali di prendere il controllo del dispositivo.

Grande attenzione viene riservata alle truffe finanziarie, soprattutto al trading online e alle criptovalute, basate sulla promessa di rendimenti rapidi e molto elevati. Il meccanismo tipico prevede un piccolo guadagno iniziale, utile a spingere la vittima a investire somme maggiori, fino alla sparizione del denaro.

L’ispettore della Polizia postale Enzo Grillini sintetizza il rischio con una formula netta: se qualcosa è troppo bello per essere vero, non è vero. Il vicequestore aggiunto Marco Masia richiama invece l’allarme delle truffe sentimentali e di identità, spesso avviate da una chat e sviluppate con richieste di denaro, foto intime o documenti personali.

Le forze dell’ordine invitano a non aprire la porta agli sconosciuti, a non consegnare contanti o gioielli, a non comunicare pin o effettuare bonifici su richiesta e a non cliccare sui link ricevuti via sms. In caso di dubbio, bisogna interrompere subito il contatto, verificare con un numero diverso quello dell’ente o del familiare coinvolto e chiamare le forze dell’ordine.

Leggi l’articolo intero

Share This Article