Nei primi quattro mesi del 2026 la provincia di Rimini ha accolto 655.689 turisti e registrato oltre 1,66 milioni di presenze, con gli arrivi sostanzialmente fermi e i pernottamenti in lieve aumento dello 0,62%. I dati, ancora provvisori e relativi a poco più dell’89% delle strutture ricettive, confermano un avvio d’anno complessivamente positivo per il territorio.[1]
Il quadro migliore arriva dal comune di Rimini, dove gli arrivi crescono dell’1,13% e le presenze dell’1,68%, sfiorando quota un milione. Nel capoluogo aumentano sia i pernottamenti stranieri, in crescita del 5,03%, sia quelli italiani, che segnano un +0,44%, invertendo una tendenza che negli anni scorsi aveva premiato soprattutto il mercato estero.[1]
A Riccione le presenze salgono del 2,2% mentre gli arrivi restano stabili. A Cattolica e Misano si muove invece in direzione opposta il rapporto tra visitatori e pernottamenti: gli arrivi crescono rispettivamente dell’1,6% e dell’8,38%, ma le presenze calano dell’1,8% e del 3,07%. A Cattolica si registra anche la quota più alta di stranieri sul totale dei pernottamenti, pari al 28%, appena sopra Rimini al 27,9%. Diverso il caso di Bellaria Igea Marina, che apre il 2026 con un forte arretramento: -10,47% di arrivi e -11,28% di presenze, un dato che potrebbe risentire di ritardi nella trasmissione delle comunicazioni da parte delle strutture alberghiere.[1]
Il sindaco di Rimini e presidente di Visit Romagna, Jamil Sadegholvaad, sottolinea che i primi quattro mesi dell’anno confermano, e in alcuni comuni superano, l’avvio già brillante del 2025. Per Rimini, osserva, il risultato è trainato da fiere, congressi, eventi, sport e dalla crescita dell’aeroporto, con un segnale considerato significativo anche sul fronte della destagionalizzazione.[1]


