San Marino introduce il Daspo nello sport, una misura preventiva che vieta l’accesso alle manifestazioni agonistiche a chi si sia reso protagonista di violenza, minacce o condotte pericolose per l’ordine pubblico. Il provvedimento colma un vuoto normativo che il Paese non poteva più tollerare in vista di eventi di caratura internazionale.
La legge “Disposizioni in materia di sicurezza durante le manifestazioni sportive”, approvata dal Consiglio Grande e Generale, attribuisce al Comandante della Gendarmeria il potere di inibire l’accesso ai luoghi degli eventi e ai percorsi di transito. I divieti varieranno da uno a cinque anni, estendendosi fino a otto in caso di recidiva, con sanzioni penali severe fino a tre anni di arresto per i trasgressori.
Un elemento innovativo riguarda l’inclusione di chi si macchia di maltrattamenti contro gli animali, votata all’unanimità, che rivela una visione etica complessiva della legalità collegata al rispetto della vita.
Durante il dibattito parlamentare sono emerse perplessità sull’efficacia della norma per le manifestazioni motoristiche “open” come il Rally Legend, che ha precedentemente registrato episodi di vandalismo. Il Governo ha chiarito che il Daspo non rappresenta una risposta episodica ma una base strutturale di un sistema integrato di sicurezza, accompagnato da tavoli tecnici su presidi, droni e gestione della folla.
Rossano Fabbri, Segretario di Stato per lo Sport, ha sottolineato come la misura rappresenti uno scudo a protezione della passione sportiva autentica, affermando che San Marino non può tollerare zone d’ombra normative. Il provvedimento si estende a tutte le discipline e si inserisce in un piano d’azione più ampio coordinato con le forze di polizia e gli organizzatori.
L’introduzione del Daspo allinea San Marino ai parametri internazionali, fornendo alle autorità strumenti efficienti per preservare la dignità dello sport dalla violenza e dal teppismo.


