SEVERINI intervista GIANLUCA TUCCI (Direttore Generale San Marino Ship Register)

GiornaleSM
By
4 Min Read

San Marino Ship Register debutta a Posidonia 2026, ad Atene, dal 1 al 5 giugno, nello stand 3.262, segnando la prima partecipazione del registro navale sammarinese alla più importante vetrina mondiale dello shipping.

La presenza della delegazione della Repubblica al grande salone greco viene letta come un passaggio strategico nel percorso di consolidamento internazionale del registro, nato nel 2021 e oggi impegnato a rafforzare il proprio posizionamento tra le bandiere europee.

A guidare la delegazione c’è Gianluca Tucci, direttore generale del San Marino Ship Register e rappresentante diplomatico permanente aggiunto di San Marino presso l’I.M.O. a Londra. Con lui Marco Conti, direttore generale della Maritime Authority, i tecnici Nicola Camorali e Salvatore Candela, i consulenti legali Luciano Serra, Marco Machetta e Francesco Grassetti, oltre al ramo greco coordinato da Panos L. Tzaneas.

Il registro sammarinese si presenta con il motto “Our Expertise. Your Freedom to Sail”, puntando su rapidità decisionale, rapporto diretto con l’amministrazione e un modello operativo costruito su misura per armatori, yacht di fascia alta e navi commerciali specializzate.

Tucci rivendica una linea chiara: non un registro di massa, ma un registro di qualità. La priorità, dice, è offrire certezze regolatorie, assistenza tecnica e massima attenzione a compliance e sicurezza, senza burocrazia superflua.

I numeri confermano una crescita costante. La flotta amministrata ha superato le 1.200 unità, con una presenza ancora forte degli yacht privati di grandi dimensioni ma anche un aumento delle navi commerciali, cargo e specializzate.

La crescita, sottolinea il direttore generale, è stata selettiva. Dal gennaio 2024 a oggi il registro ha respinto quasi 300 richieste di iscrizione di navi mercantili per criticità tecniche o per problemi legati alle sanzioni.

Sul fronte della trasparenza, il registro assicura procedure di due diligence su ogni domanda di iscrizione, con verifiche sulla beneficial ownership, sulla provenienza dell’unità, sullo storico operativo e sull’esposizione ai regimi sanzionatori.

San Marino applica le sanzioni Onu ed europee e ha scelto di aderire anche alle restrizioni di Ofac e Regno Unito. Un’impostazione che, secondo il registro, tutela la reputazione internazionale del Paese e riduce il rischio di coinvolgimento nelle shadow fleet.

Per il futuro, uno dei passaggi più attesi è l’Accordo di Associazione con l’Unione europea. Secondo Tucci, non cambierà l’operatività quotidiana delle navi sammarinesi, già conformi agli standard Imo e Ilo, ma potrebbe aprire nuove opportunità sul cabotaggio comunitario.

La Grecia resta un mercato chiave. La presenza di una Greek Branch e il lavoro nel hub del Pireo rafforzano i legami con un comparto che guarda con interesse alla bandiera sammarinese per l’assenza di costi nascosti, la vicinanza decisionale e la rapidità nelle risposte tecniche.

Sul piano dei controlli, il San Marino Ship Register si affida a ispettori dedicati e alle principali società di classifica aderenti allo IACS, tra cui Rina, Bureau Veritas, Lloyd’s Register e DNV, con l’obiettivo di ridurre al minimo le detenzioni nei porti internazionali.

Nel piano di sviluppo rientrano la digitalizzazione completa, l’espansione selettiva della flotta, nuove sedi estere e l’ambizione di migliorare ulteriormente il posizionamento della bandiera nei ranking internazionali.

Sul fronte ambientale, il registro punta a sostenere la transizione energetica dello shipping con agevolazioni per le unità green e con un’attenzione crescente a carburanti alternativi come LNG, metanolo, ammoniaca e idrogeno.

Leggi l’articolo intero

Share This Article