La Federazione Pensionati dell’Unione Sammarinese dei Lavoratori (USL) solleva con forza il problema delle carenze nel sistema sanitario sammarinese, dove famiglie con pazienti non autosufficienti sono lasciate sole di fronte a costi insostenibili.
L’Ospedale di Stato manca di un reparto per lunghissima degenza, spingendo molti a ricorrere alle RSA private, riservate agli anziani e gestite da personale qualificato. Queste strutture, però, sono a pagamento e non accessibili a tutti: i familiari finiscono per sobbarcarsi le spese, specie se la pensione del paziente è minima.
“Noi sentiamo ripetere che il nostro è un sistema sanitario universalistico”, denuncia la Federazione, “ma qui non funziona così. C’è chi sceglie liberamente una RSA e chi è costretto, senza alternative”.
Il recente Progetto di Legge sulla Famiglia introduce sussidi per i caregiver e contributi figurativi, ma questi si interrompono al ricovero in struttura. L’USL chiede all’ISS di coprire integralmente tali costi, alleggerendo i familiari.
Uguale principio per le badanti: se un anziano non ce la fa a pagarla, lo Stato deve garantire un sussidio, bilanciando diritto alla salute e salario dignitoso.
La Federazione auspica un’analisi approfondita: “Sempre più persone soffrono per non poter curare al meglio i propri cari. Uno Stato lungimirante deve espandere i servizi sanitari, non tagliarli”.
Tra le idee, partnership con Università di Medicina per ampliare risorse e diritti, priorizzando i sammarinesi.


