San Marino. SEVERINI intervista ALESSANDRO MANCINI

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Alleanza Riformista rivendica la propria natura di forza liberale, riformista e moderata, nata dall’incontro di esperienze diverse con l’obiettivo di offrire a San Marino un progetto politico pragmatico, capace di garantire stabilità e capacità di governo.

Per Alessandro Mancini la centralità non si proclama, ma si conquista con credibilità, coerenza e risultati. In questo quadro il partito si presenta come un riferimento per chi chiede meno ideologia e più serietà nell’azione politica.

Sul fronte delle alleanze, il rapporto con il Partito Democratico Cristiano Sammarinese viene descritto come solido e costruito nel tempo, sulla base di fiducia reciproca e di una comune condivisione delle principali sfide del Paese. Mancini riconosce che in coalizione possano esserci momenti di tensione, ma indica come linee invalicabili libertà, giustizia sociale, equità, legalità e responsabilità istituzionale.

Ampio spazio anche al dossier europeo. L’Accordo di Associazione con l’Unione Europea viene definito una scelta strategica da affrontare con realismo, senza allarmismi. Secondo Mancini, il vero rischio non è il costo dell’apertura, ma quello dell’isolamento, che potrebbe tradursi in meno opportunità per imprese, lavoratori e giovani. La priorità, sostiene, è accompagnare il sistema produttivo nella transizione, tutelando al tempo stesso le peculiarità sammarinesi.

Sul capitolo finanza pubblica, Alleanza Riformista indica come obiettivo il contenimento strutturale della spesa corrente, senza intaccare stato sociale, sanità e servizi essenziali. Il collocamento dei titoli di Stato sui mercati internazionali viene presentato come un passaggio importante, reso possibile da credibilità e riforme, che ha contribuito a ridurre il costo del debito.

Per lo sviluppo economico, Mancini insiste sulla necessità di semplificare norme e procedure, accelerare la digitalizzazione e rendere più rapidi i rapporti con la pubblica amministrazione. Lo stesso approccio, osserva, deve valere per attrarre investimenti e sostenere nuove attività.

Sul territorio, la linea è chiara: niente crescita disordinata o speculativa, ma riqualificazione dell’esistente, rigenerazione delle aree degradate, efficienza energetica e valorizzazione del patrimonio paesaggistico. Lo sviluppo, afferma, deve essere sostenibile e governato con una visione di lungo periodo.

Capitolo sanità: Mancini riconosce le difficoltà legate a liste d’attesa, medicina di base e carenza di personale, ma respinge l’idea di un fallimento del sistema. L’ISS viene descritto come un pilastro da difendere e rafforzare, anche attraverso bandi internazionali e nuovi modelli organizzativi.

Sul lavoro, il problema principale non è più soltanto la quantità dell’occupazione, ma la qualità delle competenze. Con oltre 25 mila occupati e un tasso di disoccupazione molto basso, il nodo resta il disallineamento tra formazione e fabbisogno delle imprese. Da qui la richiesta di rafforzare il legame tra scuola, università, formazione professionale e sistema produttivo.

Sul fronte della giustizia, Mancini parla di un clima più sereno rispetto al passato, con segnali positivi su arretrati e tempi processuali, pur ribadendo la necessità di proseguire nel rispetto dei ruoli e della separazione dei poteri.

Guardando ai prossimi cinque anni, l’obiettivo politico di Alleanza Riformista è rendere la Repubblica più attrattiva per investimenti, innovazione e lavoro qualificato, senza perdere identità e coesione sociale. La vera eredità, secondo Mancini, non sarà una singola opera simbolo, ma un cambio di metodo: uno Stato più rapid

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