Nel dibattito sul bilancio, Gian Matteo Zeppa ha puntato i riflettori sul settore sanitario, criticando una ditta privata con debiti verso lo Stato in forte aumento: da 91.000 euro nel 2023 a 153.000 nel 2025, fino a oltre 474.000 euro previsti per il 2026, inclusa l’iscrizione a ruolo.
Zeppa ha lamentato la mancanza di riscontri da Banca Centrale e piani di rientro spesso disattesi, chiedendo al Governo di chiarire la sua posizione sulle collaborazioni con l’ISS.
“Da un lato si invoca una sanità pubblica pura, dall’altro si aprono porte a privati indebitati, con piani occupazionali opachi e lontano dalle concessioni originarie di residenza”, ha denunciato, ricordando casi in cui pazienti di quella clinica sono finiti all’ospedale pubblico a carico dei contribuenti.
Ha invocato una visione netta: sanità pubblica ottimizzata o aperture ai privati?
Il Segretario di Stato Luca Beccari ha replicato con fermezza: “Il sistema resterà pubblico”, valorizzando però collaborazioni tecniche per prestazioni mirate, senza snaturare il servizio.


