San Marino – Riforme istituzionali, il nodo della professionalizzazione dei consiglieri divide la Commissione

Libertas
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La Commissione Consiliare Speciale per le riforme istituzionali ha affrontato nella seduta mattutina di martedì il delicato tema della professionalizzazione del consigliere e dei suoi compensi. Il confronto ha rivelato posizioni divergenti tra chi teme una trasformazione radicale della natura del Consiglio e chi chiede coraggio nel riconoscere la politica come professione vera e propria.

Giuseppe Maria Morganti di Libera ha sollevato perplessità etiche, ritenendo rischioso inserire il tema economico tra le priorità, poiché alimenterebbe una competizione elettorale concentrata sul garantirsi un’occupazione quinquennale. Luca Lazzari del PSD ha controbattuto denunciando l’ipocrisia di un sistema che esclude chi non può permettersi di fare politica a tempo pieno, perpetuando iniquità nel diritto di accesso alla vita pubblica.

Fabio Righi di Domani Motus Liberi ha sottolineato le difficoltà operative concrete: commissioni sovraccariche impediscono il pieno esercizio della funzione, rendendo la professionalizzazione una questione fondamentale. Guerrino Zanotti di Libera ha chiesto il coraggio di riconoscere la politica come professione con relative strutture e tutele. Mirko Dolcini ha spinto per una professionalizzazione completa, considerando quella parziale solo una transizione.

Paolo Crescentini del PSD ha evidenziato l’impossibilità di mantenere due datori di lavoro contemporaneamente, ricordando come il gettone sia rimasto invariato per quarant’anni. Denise Bronzetti di Alleanza Riformista ha sottolineato l’assenza di chiarezza pubblica sui compensi reali e affermato che i tempi per agire sono maturi.

Nicola Renzi, presidente della Commissione, ha individuato due pilastri: il tempo necessario e il riconoscimento economico quale garanzia

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