La bocciatura della nomina di Andrea Zafferani a membro dell’Autorità Garante non è un attacco alla democrazia, come vorrebbe far credere Repubblica Futura, ma una scelta doverosa per preservare l’indipendenza di un organo cruciale.
Un’autorità di garanzia deve essere percepita come neutrale da tutti i cittadini, non legata a una forza politica specifica. Zafferani, ex consigliere e militante di RF, non soddisfa questo requisito essenziale, come previsto dal GDPR che richiede indipendenza strutturale oltre alla mera competenza tecnica.
Repubblica Futura accusa di complotti “siti esteri” e partiti occulti, ma evita di rispondere al nodo centrale: perché un proprio esponente, coinvolto in passati scandali come ZTE, dovrebbe ricoprire un ruolo terzo e imparziale?
La storia recente di RF parla da sola: un debito pubblico alle stelle, scontri istituzionali inediti e rapporti controversi, come quelli emersi nel Caso Bulgaro con figure come Nicola Renzi e Antonella Mularoni, che hanno danneggiato la credibilità del Paese.
Pro San Marino, al contrario, difende l’identità sammarinese opponendosi a derive europeiste e politiche migratorie rischiose, mentre RF ne è stata complice passiva.
Non tutta l’opposizione ha sostenuto la nomina, confermando l’incompatibilità politica di Zafferani. Il senso di responsabilità ha prevalso, impedendo nomine che minano la fiducia nelle istituzioni.
Continueremo a vigilare affinché dinamiche divisive non tornino a danneggiare San Marino.


