San Marino, relazione Antimafia: CSdL critica la politica. “Testo unanime ma nessun seguito concreto”

GiornaleSM
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La CSdL esprime forte preoccupazione per la relazione 2026 della Commissione antimafia, approvata all’unanimità ma senza che il Consiglio Grande e Generale abbia poi trovato una linea condivisa sugli interventi da adottare.

Nel comunicato diffuso il 26 maggio, il sindacato osserva che il nuovo documento registra un quadro peggiorato rispetto al 2022: aumentano, secondo la CSdL, sia il volume d’affari sia i settori toccati dai fenomeni distorsivi. Critiche anche al metodo di lavoro, perché le parti sociali non sarebbero state coinvolte, salvo l’USC.

La CSdL ricorda che già quattro anni fa erano state indicate sette misure per rafforzare il contrasto alle attività criminose, ma quelle indicazioni non avrebbero trovato applicazione concreta. Tra i punti richiamati figurano modifiche al codice penale, nuove regole per le indagini sotto copertura e per i collaboratori di giustizia, un uso effettivo delle intercettazioni, adeguamenti normativi e tecnologici, più personale qualificato negli organismi di controllo e un coordinamento più stretto tra gli uffici dello Stato.

Secondo il sindacato, il fatto che quelle stesse proposte siano tornate nella relazione 2026 dimostra che “non è stato fatto praticamente niente”.

Nel testo la CSdL segnala anche nuovi interventi suggeriti per prevenire infiltrazioni malavitose e per contrastare l’elusione fiscale e contributiva, sottolineando che alcune recenti scelte avrebbero persino ridotto la capacità di contrasto.

Sul piano politico, il sindacato riferisce che in Consiglio sarebbe prevalsa l’idea che la criminalità organizzata non sia radicata a San Marino ma solo nel circondario. Una lettura giudicata insufficiente, soprattutto perché non ha portato a un Ordine del Giorno finale condiviso.

La CSdL parla di un segnale negativo anche per la mancata estensione del confronto alle parti sociali, fatta eccezione per RETE.

Tra le proposte avanzate dal sindacato ci sono sanzioni specifiche per i prestanome, l’esclusione dalla possibilità di costituire o amministrare società per chi sia collegato a imprese che chiudono con debiti e l’obbligo di versare subito il capitale sociale per le società con volumi d’affari mensili oltre una certa soglia.

In chiusura, la CSdL ringrazia gli organi e gli uffici dello Stato impegnati nel contrasto alle attività illecite e dice di confidare che il loro lavoro, prima o poi, produca i risultati attesi.

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