Nuovo rallentamento sul percorso dell’Accordo di associazione tra San Marino, Andorra e Unione europea. Secondo quanto riportato dal quotidiano andorrano Alto, la Bulgaria avrebbe prima ritirato e poi ripristinato nel giro di poche ore il proprio veto tecnico nel corso della riunione del gruppo di lavoro EFTA, bloccando ancora una volta l’avanzamento del dossier verso il passaggio al Coreper, il Comitato dei rappresentanti permanenti dell’Ue.
Nella mattinata di martedì era filtrato un certo ottimismo, dopo che Sofia sembrava aver superato le riserve che nelle ultime settimane avevano frenato l’intesa. Un’apertura che sarebbe stata favorita anche da un’intensa attività diplomatica, con un recente incontro tra l’ambasciatrice di Andorra in Spagna, Eva Descarrega, e l’ambasciatore bulgaro Todor Stoyanov, nel quale il tema dell’accordo avrebbe avuto un ruolo centrale.
L’ottimismo, però, è durato poche ore. Nel pomeriggio, durante la sessione EFTA, la Bulgaria ha mantenuto la cosiddetta riserva di studio, impedendo il raggiungimento dell’unanimità necessaria per il via libera politico. Alla base dello stallo, secondo le fonti citate da Alto, ci sarebbero ancora le tensioni legate al mancato tentativo di acquisizione di Banca di San Marino da parte di un fondo bulgaro collegato a Starcom e alla vicenda dei 15 milioni di euro versati per quell’operazione e poi congelati sul Titano su disposizione dell’autorità giudiziaria.
Sempre secondo il media andorrano, il nuovo stop sarebbe stato influenzato anche dalla fase di transizione politica in Bulgaria, culminata con l’insediamento del nuovo esecutivo guidato da Rumen Radev. Una lettura che in parte trova riscontro anche nelle parole del segretario di Stato agli Esteri di San Marino, Luca Beccari, che ha definito la riserva bulgara prevalentemente tecnica e legata al cambio di governo a Sofia, pur avvertendo che eventuali motivazioni politiche o giudiziarie sarebbero motivo di preoccupazione.
Per ora non risulta ancora fissata una nuova riunione dell’EFTA. Il rinvio rischia quindi di allungare ulteriormente i tempi dell’iter e di compromettere l’obiettivo di chiudere l’intesa entro il semestre di presidenza cipriota dell’Unione europea. Da parte sua, il governo di Andorra continua a mantenere un approccio prudente, parlando di passaggi che rientrano nelle normali dinamiche negoziali europee.


