A trent’anni dalla scomparsa di Federico Bigi, il PDCS invita la comunità sammarinese a onorare una delle personalità più rilevanti della politica novecentesca.
Statista esemplare, Bigi concepì la politica come servizio alla collettività, edificazione paziente delle istituzioni e tutela dell’interesse nazionale. Protagonista del Partito Democratico Cristiano Sammarinese nelle fasi di fondazione e consolidamento, contribuì in modo decisivo allo sviluppo democratico, economico e internazionale della Repubblica.
La sua statura emerge dalla serietà del metodo, dall’equilibrio nei giudizi, dalla competenza istituzionale e dalla visione strategica nei rapporti con l’esterno. In momenti chiave, rappresentò una classe dirigente consapevole della dignità, libertà e autonomia di San Marino.
Tra i suoi contributi storici spicca la politica estera: come Segretario di Stato per gli Affari Esteri, fu artefice dell’accordo del 10 settembre 1971 con Aldo Moro. Superata la formula dell'”amicizia protettrice”, si affermò un legame basato su perpetua amicizia, buon vicinato e ampia cooperazione, rafforzando la sovranità sammarinese.
Bigi promosse la presenza diplomatica e istituzionale del Paese, incarnando uno stile politico di sobrietà, preparazione, rispetto delle istituzioni e fedeltà alla Repubblica.
In un’epoca di dibattiti veloci e polarizzati, la sua eredità – patrimonio di tutto il Paese – interpella le nuove generazioni e i responsabili pubblici.
Il PDCS lo celebra come interprete di servizio, responsabilità e bene comune, esempio di dedizione che rese San Marino più forte e autorevole nel mondo.


