San Marino e l’informazione: “Clima di paura, serve una legge”

San Marino RTV
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La seduta della Commissione consiliare si è aperta con le comunicazioni istituzionali del presidente Michele Muratori e del Segretario di Stato Luca Beccari. Quest’ultimo ha relazionato sull’incontro con il ministro degli Esteri argentino, la firma del memorandum con il Portogallo, l’adesione al Meccanismo di Mosca e la chiusura dei negoziati con l’UE sulla gestione delle frontiere.

Il dibattito si è infiammato sulla nuova truffa informatica che colpisce i possessori di carte BKN301, ora Klirway, con l’allarme lanciato da Guardia di Rocca e Gendarmeria sul reset necessario dei telefoni. Nicola Renzi ha denunciato la situazione come insostenibile, rompendo il profilo basso finora tenuto. Fabio Righi ha accusato un boicottaggio sistematico del piano integrato di cybersecurity avviato nella scorsa legislatura. Beccari ha annunciato un approfondimento con le autorità di vigilanza.

Nel comma comunicazioni è emerso il tema dei profughi palestinesi. Matteo Zeppa ha sollecitato il regolamento per l’accoglienza, fermo da oltre un mese, criticando i toni razzisti di chi tace. Beccari ha confermato che il testo è in fase finale e ha proposto una commissione rapida per approvarlo.

Il filo rosso della seduta è stato l’informazione, discussa con urgenza per i suoi impatti sulla democrazia. Lorenzo Bugli ha descritto un clima di intimidazione, con giornalisti temono attacchi personali, satira feroce e vignette offensive da parte di non professionisti. Ha proposto un tavolo trasversale in Parlamento per riformare la legge sull’editoria e ridare dignità alla professione.

Nicola Renzi ha ironizzato sulla “fuga dei fagiani” in Consiglio durante un ordine del giorno sull’informazione, votato da soli 23 coraggiosi. Ha condizionata la collaborazione alla regola che i non giornalisti rispettino leggi specifiche senza pretendere diritti altrui. Matteo Rossi ha lamentato il pluralismo mancante: il suo partito citato solo per frizioni, ignorando proposte costruttive. Ha invocato visibilità equa per tutti, contro propaganda perpetua, garantendo agli elettori informazioni libere da sponsor.

Fabio Righi ha legato il degrado informativo alla tenuta democratica, definendolo problema di sicurezza nazionale se i parlamentari temono i microfoni. Gerardo Giovagnoli ha chiuso sul piano economico: i giornali non reggono con pubblicità e donazioni, e chi finanzia influenza l’orientamento politico. Serve un’informazione indipendente dai finanziatori.

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