Crisi energetica: le strategie, dall’Ue a San Marino

San Marino RTV
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L’Europa affronta un’impennata dei costi energetici scatenata dalle tensioni in Medio Oriente, con la presidente della Commissione Von der Leyen che allarma l’Eurocamera: in due mesi, la spesa per importare combustibili fossili è schizzata di oltre 27 miliardi di euro, equivalenti a 500 milioni al giorno. Questa crisi, potenzialmente destinata a durare mesi o anni, impone di accelerare la transizione verso energia pulita ed elettrificazione, con un piano della Commissione atteso entro l’estate.

Bruxelles raccomanda agli Stati di limitare gli aiuti a famiglie e settori vulnerabili, evitando sussidi generalizzati che gonfiano i conti pubblici e la domanda di gas e petrolio, per ridurre la dipendenza estera.

A San Marino, il segretario agli Esteri Luca Beccari, in Commissione IV, discute le sfide dei carburanti e la vulnerabilità ai fossili. Il governo prepara piani di emergenza scalati per gravità: in caso di blocchi, lo stoccaggio resta l’opzione primaria, come nei serbatoi di Murata durante la crisi degli anni Ottanta.

Per l’energia, Beccari annuncia l’impianto fotovoltaico di Brescia operativo entro fine anno, mirato non solo alla produzione ma a tariffe più stabili tramite diversificazione delle fonti, superando le fluttuazioni di mercato.

L’Aass avanza con una strategia multifase: il direttore Marcello Forcellini spiega che l’acquisto di parchi fotovoltaici – uno in cantiere imminente, altri in valutazione – diversificherà le fonti e taglierà le tariffe. Nel breve termine, il portafoglio è calibrato per resistere a instabilità, con canali per accordi alternativi come ultima risorsa. Al momento, San Marino non registra criticità negli approvvigionamenti, pur vigile sulle dinamiche internazionali.

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