San Marino, Commissione riforme: confronto acceso sulla professionalizzazione dei consiglieri

GiornaleSM
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La Commissione Speciale per le riforme istituzionali si è riunita stamane per discutere la tabella dei macrotemi sul Consiglio Grande e Generale, focalizzandosi sul ruolo del consigliere, il suo riconoscimento economico e la professionalizzazione.

Giuseppe Maria Morganti (Libera) ha invitato alla prudenza etica, criticando la priorità data agli stipendi prima di rafforzare gli strumenti consiliari, per evitare di tramutare il mandato in un semplice impiego.

Luca Lazzari (PSD) ha denunciato ipocrisie, evidenziando le disuguaglianze tra chi fa politica a tempo pieno e chi deve conciliare impegni privati, limitando l’accesso alla politica.

Fabio Righi (D-ML) ha insistito sulla necessità pragmatica di professionalizzazione per sbloccare commissioni sovraccariche, partendo dalle basi per un funzionamento efficiente.

Emanuele Santi (Rete) ha ammesso esclusioni di categorie come i privati, ma ha caldeggiato un approccio ampio, riequilibrando i poteri con il Congresso di Stato.

Guerrino Zanotti (Libera) ha auspicato coraggio per fare del politico una professione, con strutture e tutele post-mandato.

Mirko Dolcini (D-ML) ha puntato a una professionalizzazione totale, legandola all’integrazione europea senza compromessi.

Paolo Crescentini (PSD) ha lamentato il doppio datore di lavoro e il gettone di presenza fermo da 40 anni, inadeguato all’inflazione.

Denise Bronzetti (AR) ha chiesto verità sui compensi, legando professionalizzazione a controlli più incisivi grazie a tempo e informazioni.

Gian Carlo Venturini (PDCS) ha definito il tema annoso, da affrontare con rigore europeo, evitando costi esplosivi e rendendo il Consiglio più snello.

Giovanni Zonzini (Rete) ha mirato a un

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