San Marino. Commissione Consiliare Permanente 1 – Lunedì 15 maggio 2026, mattina. Report by AskaNews

GiornaleSM
By
4 Min Read

La Commissione Consiliare Permanente si è aperta con il comma comunicazioni, focalizzando il confronto su due dossier: le dimissioni della dirigente della Funzione Pubblica Milena Gasperoni e le criticità emerse sull’Istituto Musicale.

A chiedere chiarimenti è stato Enrico Carattoni, di Repubblica Futura, che ha domandato quali siano le ragioni della scelta di Gasperoni e come il Governo intenda gestire la fase di transizione e la successiva sostituzione. Il consigliere ha inoltre chiesto aggiornamenti sulla situazione dell’Istituto Musicale dopo le polemiche seguite all’approvazione del decreto di riforma, con particolare attenzione allo stato del personale e agli sviluppi organizzativi.

A rispondere è stato il Segretario di Stato per gli Affari Interni Andrea Belluzzi, che ha confermato le dimissioni, precisando però che si tratta di una decisione legata esclusivamente a motivi personali. Belluzzi ha anche riconosciuto il valore del lavoro svolto da Gasperoni in una fase delicata per la Pubblica Amministrazione.

Sul fronte dell’Istituto Musicale è intervenuto il presidente della Commissione Oscar Mina, confermando l’esistenza di diverse criticità già segnalate dal presidente dell’istituto, Giacomo Volpinari. Mina ha riferito di aver già chiesto un confronto con la Segreteria di Stato e con i vertici della struttura per approfondire le questioni aperte, sia sul piano della governance sia su quello gestionale e operativo. Ha inoltre annunciato la disponibilità a organizzare un’audizione in Commissione, lasciando intendere che il tema potrebbe tornare già nella prossima seduta del 29 giugno.

Successivamente è proseguito il ciclo di audizioni dedicato all’approfondimento della normativa sammarinese sulla cittadinanza, con l’intervento del professor Bruno Nascimbene.

Nel suo contributo, il giurista ha inquadrato la cittadinanza dal punto di vista del diritto nazionale, internazionale ed europeo, offrendo alla Commissione una panoramica sulle possibili implicazioni per San Marino. Ha ricordato che la materia resta saldamente nelle mani degli Stati, in assenza di una convenzione internazionale generale che imponga regole uniformi, e che ogni Paese continua a disciplinare autonomamente acquisto, perdita e revoca dello status civitatis.

Ampio spazio è stato dedicato al rapporto tra cittadinanza nazionale e cittadinanza europea. Nascimbene ha ribadito che quella dell’Unione “si aggiunge e non sostituisce” quella nazionale e ha richiamato la giurisprudenza della Corte di Giustizia, che pur riconoscendo la sovranità degli Stati, ne condiziona l’esercizio al rispetto dei principi fondamentali dell’Unione. In questo quadro ha citato anche la recente sentenza sul caso Malta, che ha messo in discussione i programmi di cittadinanza legati agli investimenti economici, chiarendo che lo status di cittadino europeo non può essere oggetto di una semplice transazione commerciale.

Il professore ha poi affrontato la riforma italiana della cittadinanza e le tensioni nate attorno al cosiddetto “decreto Tajani”, nato dal lungo contenzioso sulle richieste di riconoscimento della cittadinanza da parte degli oriundi, soprattutto in Sud America. Ha spiegato che la Corte Costituzionale ha attribuito al legislatore un ampio margine di intervento e ha richiamato il principio dell’effettività del legame con lo Stato, il cosiddetto “genuine link”, come elemento centrale per giustificare il riconoscimento della cittadinanza.

Nella parte finale dell’audizione, Nascimbene ha collegato il tema al percorso di associazione tra San Marino e Unione Europea. Pur rilevando che l’Accordo non contiene norme specifiche sulla cittadinanza, ha sottolineato che esso avvicinerà molto l’ordinamento sammarinese

Leggi l’articolo intero

Share This Article