Rimini rivoluziona il suo aeroporto Fellini, trasformandolo da semplice scalo in un distretto aeroportuale integrato, vera porta internazionale per la Riviera. Il progetto, svelato al Teatro Galli, è parte del Piano di sviluppo 2026-2040 e prevede 200 milioni di euro di investimenti, di cui 80 per la riqualificazione immediata.
Promosso da AIRiminum e progettato da Progetto CMR, il piano intercetta i 5,5 milioni di passeggeri potenziali nel bacino riminese, oggi dispersi altrove. Solo il 7% usa il Fellini, ma le stime prevedono 614mila transiti nel 2026, superando il milione nel 2028 con voli low cost e collegamenti h24 dal 2027.
L’amministratore Leonardo Corbucci sottolinea: non è solo un ampliamento, ma una strategia per riportare traffico e crescita sul territorio, senza competere con gli hub principali ma rafforzando il sistema regionale verso i 20 milioni annui. Il design integra il terminal con spazi verdi, un parco pensile e un’architettura ispirata a romanità e aerodinamicità, creando un landmark urbano vivibile tutto l’anno.
Massimo Roj di Progetto CMR lo definisce un luogo di relazioni tra città, persone e natura, aperto anche ai non viaggiatori. La Regione Emilia-Romagna, con presidente Michele De Pascale, lo sostiene come distretto urbano coordinato, eliminando la municipal tax per scali minori e ospitando Routes Europe 2026.
ENAC, tramite Pierluigi Di Palma, celebra il passaggio da “non luogo” a spazio attrattivo di qualità. Il Fellini diventerà così piattaforma per turismo e servizi, leva per l’economia locale e proiezione globale di Rimini, con lavori per step fino al 2030 senza interrompere l’operatività.


