Un uomo di nazionalità marocchina, 53 anni, è stato condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione per lesioni aggravate, in seguito a un’aggressione avvenuta lo scorso 15 luglio a Rimini. La sentenza, pronunciata martedì dalla GUP Raffaella Ceccarelli, ha derubricato l’accusa iniziale di tentato omicidio, nonostante la gravità dell’episodio.
I fatti risalgono a poco dopo le 20.30, quando nella zona stazione di Rimini, vicino al bike park, una discussione per futili motivi tra il 53enne e un 48enne pugliese degenerò violentemente. L’aggressore, dopo aver spaccato una bottiglia di birra in vetro contro un muretto, raccolse un coccio e si scagliò contro il rivale, ferendolo gravemente. Sul posto intervennero l’ambulanza del 118 e le Volanti della polizia di Stato, che trovarono il pugliese con una vistosa ferita al collo, da cui fuoriusciva abbondante sangue, mentre tentava di tamponarla con la maglietta. Il nordafricano fu fermato sul posto, seduto su un muretto, con il coccio di bottiglia sporco di sangue ai suoi piedi, e condotto in questura dove fu arrestato e trasferito in carcere.
Le condizioni del 48enne pugliese apparvero inizialmente critiche, rendendo necessaria un’operazione chirurgica d’urgenza presso l’ospedale Infermi di Rimini per suturare la lesione. Tuttavia, una successiva consulenza medico-legale, richiesta dalla Procura, stabilì che la ferita, sebbene grave, non era da considerarsi mortale. Il pugliese fu dimesso con una prognosi inferiore ai 20 giorni e in seguito divenne irreperibile. Il 53enne marocchino, difeso dall’avvocata Ninfa Renzini, aveva optato per il rito abbreviato e resta tuttora detenuto ai Casetti.


