Giugno 2026 si è concluso con uno scarto di +3,26 gradi rispetto alla media 1991-2020, posizionandosi come il secondo mese di giugno più caldo di sempre, a pari merito con il 2025 e superato solo dal 2003. Questi dati, diffusi da Arpae Emilia Romagna, sottolineano un’accelerazione del riscaldamento globale, evidente nella crescente frequenza degli eventi estremi.
Se prima degli anni 2000 le giornate con massime oltre i 35°C in pianura erano rare, mediamente una all’anno, negli ultimi quattro anni si è registrata una media di 13 giorni di caldo intenso. Il 2026, con 12 giornate fino al 7 luglio, è già in linea con questa preoccupante tendenza.
Questo scenario storico anticipa la terza ondata di calore dell’estate 2026. Un’ulteriore espansione dell’anticiclone subtropicale sul Mediterraneo ha riportato le temperature a circa 3 gradi sopra la media stagionale a partire dal 7 luglio, dopo una breve tregua di normalità.
La giornata di mercoledì 8 luglio ha visto un primo picco, con valori superiori ai 38 gradi in pianura. Nonostante una leggera flessione prevista per il fine settimana a causa di temporali sparsi, il caldo intenso persisterà. Un’ulteriore intensificazione è attesa per la prossima settimana, con massimi previsti attorno alla metà del mese.
Anche gli ambienti costieri e marini sono interessati da questa anomalia: l’Adriatico ha registrato temperature superficiali dell’acqua superiori ai 30 gradi già a fine giugno. Attualmente, la boa posizionata a 7 km dalla costa di Cesenatico rileva 28 gradi, nonostante un lieve raffreddamento post-burrasca di inizio luglio.


