Rimini, 45mila Contribuenti Immigrati: Persiste il Divario Retributivo

REDAZIONE
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Il panorama finanziario riminese evidenzia una chiara dicotomia per i contribuenti immigrati. Malgrado la loro presenza preponderante, pari al 16,5% del totale provinciale, un dato superiore sia alla media nazionale (12%) sia a quella dell’Emilia-Romagna (16%), una significativa disparità reddituale persiste.

Nel 2025, i **45.216 contribuenti immigrati** nella provincia di Rimini hanno generato un volume di redditi complessivo di **683 milioni di euro**. Tuttavia, il loro reddito medio si attesta a 15.650 euro, nettamente inferiore ai 25.310 euro percepiti dai contribuenti nazionali, delineando un **gap di quasi 10.000 euro**.

Nonostante questo divario, il loro contributo fiscale è consistente: nel 2025, i contribuenti immigrati di Rimini hanno versato **oltre 84 milioni di euro di Irpef**, con una media pro-capite di 2.520 euro, a fronte dei 5.360 euro dei nati in Italia.

Questa dinamica locale si inserisce in un quadro nazionale più ampio, che vede il numero di contribuenti immigrati raggiungere i 5 milioni nel 2025, con una crescita del 17,2% rispetto al 2019. I redditi dichiarati a livello complessivo ammontano a 87,9 miliardi e l’Irpef versata a 12,6 miliardi di euro, cifre che segnano massimi storici. Tali dati sono stati elaborati dalla Fondazione Leone Moressa, su fonti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, per delineare il profilo fiscale dell’immigrazione in Italia.

La persistente forbice salariale, che in Emilia-Romagna supera addirittura gli 11.000 euro, nonostante la regione sia tra quelle con le retribuzioni più elevate per i nati all’estero, è attribuibile a molteplici fattori. Tra questi, si evidenzia la concentrazione della manodopera straniera in **settori a bassa retribuzione**, una maggiore incidenza del lavoro dipendente rispetto a quello autonomo e una frequente **discontinuità occupazionale**. Questo contesto complesso, pur riconoscendo a Rimini una notevole presenza di contribuenti immigrati, ne mantiene le retribuzioni nettamente al di sotto della media nazionale.

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