La poetica filmica di Bi Gan unisce fantascienza, filosofia profonda e lirica visiva in un’ipnotica celebrazione del cinema. Il suo ultimo lavoro, Resurrection, vincitore del Premio Speciale della Giuria a Cannes 2025, esplora un futuro remoto dove l’umanità ha sacrificato i sogni per l’immortalità, lasciando solo rovine di memoria e silenzio.
In questo mondo spezzato, una giovane donna in bilico tra vita e morte diventa icona fragile di identità perduta, il suo corpo che si dissolve in echi frammentati. È lei a inseguire un sognatore attraverso epoche e generi cinematografici, in un’odissea onirica che dissolve i confini tra realtà e illusione.
La salvezza emerge da una creatura ibrida, uomo-macchina, rinata innestando una pellicola nel corpo: unica speranza per un’umanità muta, perché sogna e genera sogni, come la settima arte. Bi Gan la dipinge come mostro eterno del cinema, mistero immortale che resiste alle macerie della modernità.
Dal 23 aprile nei cinema italiani con I Wonder Pictures, Resurrection è un viaggio sinestetico tra poesia e trance, stratificazioni visive che citano Tarkovskij e superano i piani-sequenza dei suoi Kaili Blues e Long Day’s Journey into Night. Un’opera liminale, da attraversare con la pelle, che interroga il potere della visione in un presente in rovina.


